Tra i numerosi temi al tavolo del Consiglio Affari esteri dell’Unione europea, tenutosi ieri a Bruxelles, il dossier sull’Ucraina, ancora una volta, è risultato tra le primissime priorità. Mentre la Russia continua ad aumentare l’intensità degli attacchi contro la popolazione ucraina e le infrastrutture strategiche del Paese – e insistere nel minacciare l’Europa, solcando le acque territoriali britanniche o sorvolando con i droni i cieli polacchi – l’Unione è decisa a portare avanti una linea d’azione in sostegno a Kyiv e determinata a porre fine a un’aggressione militare illegale che da più di tre anni mette a ferro e fuoco una nazione libera e sovrana.

Una pace duratura

L’Alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, in merito alle consultazioni tra Russia e Usa, ha definito l’Ue “tranquilla”, pur rimarcando che nessuna proposta di pace può funzionare senza il consenso di Bruxelles. “È necessario che anche gli ucraini e gli europei siano d’accordo”. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato a Kyiv una delegazione del Pentagono, ma dall’altra parte dell’oceano il Segretario di Stato, Marco Rubio, ha pronunciato parole chiare: “Il raggiungimento di una pace duratura richiederà che entrambe le parti accettino concessioni difficili ma necessarie”. Il ministro degli Affari esteri italiano, Antonio Tajani, sul tema è attento: “Quando sarà presentato faremo un’analisi approfondita”. Ma ribadisce: “Come è sempre stato detto, l’Europa dovrà svolgere anch’essa un suo ruolo”.

Il messaggio di Kaja Kallas e le sanzioni

Alla conferenza stampa a margine del Consiglio, Kallas ha ricordato il punto fondamentale di partenza: se la Russia avesse voluto davvero la pace, avrebbe accettato il cessate il fuoco che le era stato offerto mesi fa. Non è andata così, anzi, l’offensiva russa è divenuta più feroce. Per tali ragioni, l’Ue vuole sviluppare un piano sempre più preciso volto a indebolire Mosca. La pressione sanzionatoria sulla Russia, con il ventesimo pacchetto di sanzioni europee in arrivo, aumenterà. Sulla flotta ombra russa, poi, l’Unione, che ha già sanzionato più di 550 imbarcazioni, nuove misure sono allo studio. Si andranno a intensificare i colloqui con i diversi Paesi di bandiera che registrano le navi, proprio con il fine di bloccare il più possibile tali operazioni.

La stabilità dell’Eurozona

Prima dell’inizio del Consiglio, Tajani aveva ribadito sia l’importanza di “trovare una soluzione sull’utilizzo dei beni russi congelati” sia il parere positivo dell’Italia all’utilizzo di tali beni per sostenere l’Ucraina. Ma il tema, seppur sollevato, non è stato discusso “in profondità”, ha dichiarato Kallas. Resta il nodo giuridico, più che politico, come sottolineato dallo stesso Tajani: “Bisogna vedere come si può fare e come garantire anche la stabilità dell’Eurozona”. In ogni caso, il bilancio del Consiglio di ieri è positivo: è forte la consapevolezza che sicurezza europea e sicurezza ucraina coincidono, e che la libertà dell’Europa passa anche per la libertà di Kyiv.

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Classe 1998, nata sotto il segno del cancro. Veneta, al momento a Roma. Seguo la politica estera e le cronache parlamentari. Tennista a tempo perso, colleziono dischi in vinile e li ascolto rigorosamente davanti a un calice di rosso. Kierkegaard e Nozick due grandi maestri.