L’Ue-Mercosur si firmerà. Così ha deciso il Comitato dei Rappresentanti Permanenti all’Ue, l’organo composto dai 27 ambasciatori degli Stati membri, che venerdì ha dato il via ad un accordo atteso da oltre vent’anni. Un passo storico che, per una Nazione volta all’export come l’Italia, apre a un mercato di 270 milioni di persone. Il risultato, grazie all’intervento del governo Meloni, è stato reso ancor più soddisfacente per tutti i settori coinvolti, agricoltori compresi.

Il “sì” condizionato dell’Italia, che l’opposizione ha ciecamente letto come una spinta isolazionista o una mossa antieuropeista, altro non era – invero – che una legittima, sacrosanta, difesa degli interessi nazionali. Il Presidente Meloni ha saputo ascoltare le parti, dialogando con tutti, e chiesto – ottenendolo – il posticipo della firma proprio affinché princìpi chiave in un accordo di scambio, come la reciprocità, venissero accolti. Il nodo da sciogliere era quello sul settore agricolo e – in favore di tutti gli Stati membri – l’Accordo ora definito contiene clausole di salvaguardia adeguate. Un motivo d’orgoglio nazionale per gli altissimi standard qualitativi della filiera agroalimentare italiana, che pesa il 15% del nostro PIL e che è stata appena riconosciuta in modo così eloquente – quale patrimonio UNESCO – in riferimento alla cucina italiana.

Aver confermato anche in questa occasione la centralità del settore agricolo è stata una coraggiosa scelta strategica del governo Meloni, evidentemente ben compresa dall’Ue vista la decisione di aggiungere – come pure l’Italia chiedeva – un ulteriore stanziamento di 10 miliardi alla nuova Politica Agricola Comune.

La positiva conclusione di questo importantissimo negoziato commerciale che è l’Ue-Mercosur è, in fondo, prova delle grandi prospettive che si aprono per l’Europa con una politica commerciale dinamica e mirata a obiettivi ambiziosi. Inizia così il 2026: all’insegna di nuovi mercati e di nuove rotte commerciali libere e sicure. Dinanzi al contesto geopolitico attuale, alle profonde crisi che dentro e fuori i nostri confini stanno trasformando gli scenari globali, è sempre più rilevante il ruolo dell’Italia. Oggi con l’Ue-Mercosur – ma in passato con il Patto Migrazione e Asilo, con la ridefinizione del Green Deal e con il lancio di un modello di partenariato strategico come il Piano Mattei – l’Italia indica la via di una nuova politica europea.

Giulio Terzi di Sant’Agata

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