Due donne, due leader conservatrici e due Nazioni con una storia intrecciata sin dai tempi di Marco Polo. Il Giappone da sempre affascina l’Italia, e viceversa. Quest’anno si celebra il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i nostri due Paesi, e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata a Tokyo per incontrare il Primo Ministro del Giappone, Sanae Takaichi.
“È la terza volta che vengo in Giappone in tre anni che sono al governo e non è stato un caso, è stata una scelta”, così ha detto Meloni nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa al termine del bilaterale. Il messaggio è chiaro: in un contesto internazionale segnato da instabilità su tutti i fronti, occorre rafforzare l’intesa tra chi condivide i nostri stessi valori. E così, Roma e Tokyo hanno elevato le loro relazioni a partenariato strategico speciale. Il memorandum siglato è ampio e spazia dalla robotica alle tecnologie emergenti, dalla space economy all’energia, passando naturalmente per la difesa.
La sicurezza è il concetto chiave alla base di questo ulteriore salto di qualità delle relazioni Italia-Giappone. A livello economico, è fondamentale sia per Roma che per Tokyo accrescere il più possibile le interazioni tra i rispettivi sistemi produttivi. Del resto, Italia e Giappone sono due Paesi con una forte vocazione all’export e che godono di una particolare complementarità industriale in svariati settori. “Siamo convinte che sia fondamentale sviluppare le interconnessioni e rendere le catene di fornitura più forti, sicure e resistenti agli shock esterni”, così hanno scritto Meloni e Takaichi nell’editoriale a quattro mani pubblicato alla vigilia della partenza per Tokyo. Accanto alla necessaria messa in sicurezza delle nostre economie, vi è poi la questione militare. Viene subito in mente il Global Combat Air Programme, partnership congiunta tra Giappone, Italia e Regno Unito lanciata nel 2022 per lo sviluppo e produzione di caccia di nuova generazione. Ma il GCAP è molto più che una cooperazione industriale nel campo della difesa, è una iniziativa impregnata da quella visione che collega la sicurezza e stabilità dell’Indo-Pacifico alla sicurezza e stabilità del Mar Mediterraneo.
La teoria di Shinzo Abe, della confluenza dei mari, si è rivelata essere giusta. Mediterraneo e Indo-Pacifico sono “spazi geopolitici centrali negli equilibri globali”, sostengono Meloni e Takaichi, in cui deve vigere un “ordine internazionale libero, giusto e aperto”. L’Italia – anche grazie al Piano Mattei per l’Africa – ha rinnovato quella dimensione marittima che da troppo tempo trascurava e il Giappone, a guida Takaichi, ha dimostrato di non voler più restare in silenzio di fronte alle manovre militari cinesi nelle acque di Taiwan o delle Filippine. Ancora una volta, la partita geopolitica si gioca sul mare.
