Mercato degli affitti: sfratti più veloci e imposte più alte. Cosa succede ai morosi in ritardo di due mensilità

Riuscire a rendere più “fluido” il mercato degli affitti favorendo una maggiore velocità degli sfratti. È a quanto punta la maggioranza di Governo con la presentazione di due disegni di legge, uno alla Camera e uno al Senato, firmati da due parlamentari di Fratelli d’Italia: Alice Buonguerrieri e Paolo Marcheschi. Obiettivo degli interventi è evitare il blocco degli sfratti. La legge attuale funziona bene fino all’esecuzione dello sgombero. Qui si blocca tutto perché la procedura diventa più farraginosa. Secondo gli esponenti della maggioranza, le troppe tutele introdotto per gli inquilini morosi hanno reso il diritto di proprietà più complesso da esercitare. Chi difende l’attuale quadro normativo, invece, evidenzia come le garanzie sono necessarie per i cittadini considerati “deboli” come gli anziani, i bambini o le donne in gravidanza che occupano uno stabile.

La proposta

La proposta presentata da Fratelli d’Italia al Senato introduce una “procedura amministrativa speciale” (anziché quella tipica di contenzioso civile) per gli sfratti per morosità. In pratica, viene istituita un’“Autorità per l’esecuzione degli sfratti”, pubblica, dipendente dal ministero della Giustizia, a cui il proprietario può rivolgersi direttamente. Non solo, la nuova normativa introduce alcuni chiarimenti per evitare la discrezionalità decisionale della magistratura sul tema. In particolare, si definisce la morosità: essa scatta quando ci sono almeno due mensilità non pagate dall’inquilino. Ancora, dopo la segnalazione del proprietario, l’inquilino ha quindici giorni per regolarizzare la morosità. Se non si adempie, l’autorità può emettere entro sette giorni il titolo esecutivo di rilascio dell’immobile.

A questo punto diventa tutto più veloce rispetto alle regole vigenti: lo sfratto deve essere eseguito entro trenta giorni dall’emissione del provvedimento, con possibilità di proroga fino a novanta giorni. In totale, dunque, potenzialmente lo sfratto potrebbe avvenire in poco meno di 2-4 mesi dalla richiesta iniziale. È prevista la possibilità di rinvio della procedura in caso di “comprovata difficoltà economica temporanea” dell’inquilino come ad esempio un licenziamento o problemi di salute improvvisi. Se ci sono persone fragili nell’abitazione (figli minori, anziani non autosufficienti, disabili), l’Autorità dovrà informare i servizi sociali entro 5 giorni dalla segnalazione del proprietario; questi possono richiedere il rinvio dello sfratto fino a 90 giorni e attivare soluzioni temporanee abitative.

Cedolare al 26 per cento

La Manovra di Bilancio del 2026, attualmente allo studio del Parlamento, prevede un innalzamento della cedolare secca sugli affitti brevi che dovrebbe passare dal 21 al 26 per cento. Obiettivo è colpire la rendita turistica e fare in modo di aumentare l’offerta di immobili sul mercato. Il che, nelle intenzioni dell’Esecutivo, potrebbe permettere un calo dei prezzi. Ci sono però diversi ostacoli. Anzitutto nella maggioranza con Forza Italia che si mette di traverso a qualsiasi nuova imposta sulle abitazioni degli italiani. Per evitare lo scontro interno alla maggioranza ci sarebbe una proposta di compromesso. Se il proprietario affitta direttamente, si applica il 21 per cento. Se invece si affida ai siti web specializzati, si applica il 26 per cento.

Come spiegano le associazioni di categoria dei proprietari, però, la crescita dell’imposizione fiscale porterebbe due rischi. Il primo è l’aumento del sommerso e il secondo è che molte abitazioni sono state adibite a locazioni brevi e non finirebbero sul mercato degli affitti lunghi perché la loro riconversione costerebbe molto. In ogni caso, il percorso Parlamentare è appena iniziato. Una cosa è certa. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è aperto ai cambiamenti sempre i saldi contabili restino integri. Ciò vuol dire che se non si dovesse alzare l’aliquota per i fitti brevi, bisognerebbe risorse aggiuntive pari a 193 milioni in tre anni. Non proprio noccioline.