Nel mercato libero dell’energia il tema della concorrenza non si misura soltanto sul numero di operatori presenti o sulle offerte disponibili, ma anche sulla qualità delle regole che presidiano il cambio fornitore. È in questa fase, apparentemente tecnica, che si concentra oggi una riflessione crescente in sede istituzionale. Attualmente, quando un cliente decide di cambiare operatore, il fornitore uscente viene informato dal Sistema Informativo Integrato della richiesta di recesso e può intervenire con pratiche di retention (il tentativo di riprendere il cliente, ndr), proponendo condizioni migliorative che, se accettate, “sovrascrivono” il nuovo contratto già sottoscritto. Si tratta di un meccanismo legittimo dal punto di vista normativo, ma che solleva interrogativi sul piano della trasparenza e dell’effettiva tutela del consumatore.
Diverse associazioni dei consumatori, intervenute nelle audizioni parlamentari nell’ambito della Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025, hanno evidenziato come l’attuale disciplina rischi di indebolire la libertà di scelta dell’utente, trasformando la fase di switching in un momento di pressione commerciale, spesso caratterizzato da offerte formulate in tempi rapidi e con margini di comprensione non sempre adeguati. Il punto non è impedire la competizione sui prezzi, ma garantire che il confronto tra offerte avvenga in modo trasparente e non in una fase in cui il consumatore ha già espresso una scelta consapevole. Secondo questa impostazione, rendere la procedura di cambio fornitore un passaggio neutrale e meramente tecnico potrebbe rafforzare la fiducia nel mercato, stimolando gli operatori a migliorare stabilmente qualità e condizioni economiche delle proprie proposte, anziché intervenire solo in extremis per trattenere il cliente in uscita.
La riflessione si inserisce in un contesto più ampio di revisione delle regole a tutela dell’utente nei mercati liberalizzati, dove la concorrenza effettiva non dipende solo dall’apertura formale del settore, ma dalla capacità di assicurare parità di condizioni e chiarezza informativa. In questa prospettiva, l’eventuale introduzione di limiti alle pratiche di retention durante lo switching non sarebbe una misura settoriale, ma uno strumento per rendere il mercato dell’energia più orientato al consumatore, rafforzando la trasparenza e riducendo il rischio di comportamenti aggressivi o opachi. Il tema resta aperto e al centro del confronto politico, ma segnala una consapevolezza crescente: la qualità della regolazione è parte integrante della competitività e della credibilità del mercato libero.
