Il confine è sottile. Basta percorrere via Savona verso sud-ovest, superare il Naviglio, e in pochi minuti il mondo cambia. Da un lato la zona Tortona, epicentro del Fashion District e del Fuorisalone, dove ogni settimana tematica porta buyer, installazioni e cocktail bar temporanei. Dall’altro il Giambellino-Lorenteggio, dove i cantieri della rigenerazione procedono tra gru e pazienza. Due chilometri di distanza, due velocità di Milano.
Milano, i cantieri della rigenerazione procedono tra gru e pazienza
Eppure il Giambellino si sta attrezzando. La M4, con la fermata Segneri, ha cambiato la raggiungibilità. I fondi PINQUA — 135 milioni, di cui 100 dal Ministero — finanziano la ricostruzione di tre edifici popolari in via dei Giaggioli: 175 alloggi ad alta efficienza energetica, consegna attesa in primavera. Attorno, la riqualificazione delle strade del quartiere ridisegna marciapiedi, ciclabili e verde. Arriverà la nuova Biblioteca Lorenteggio, futuro polo culturale del quadrante sud-ovest. Gli spazi ex industriali e i cortili delle case di ringhiera hanno lo stesso potenziale scenografico che negli anni Novanta fece la fortuna di Tortona. Le infrastrutture ci sono, o ci saranno a breve. Manca il catalizzatore: un programma culturale diffuso che porti attenzione e investimento oltre il perimetro consueto.
La riqualificazione
Più a nord-ovest la sfida si fa estrema. Quarto Oggiaro, nato negli anni Quaranta come dormitorio per l’immigrazione meridionale, chiuso tra i binari e il confine con Novate, è da sempre ai margini della narrazione milanese. Ma anche qui qualcosa si muove. Il progetto “Quarto Viva” ha riqualificato il Capac, polo di formazione professionale in via Amoretti, con 1,3 milioni di Regione Lombardia. Sta sorgendo il nuovo Liceo Artistico Giovanni Gastel. L’incubatore FabriQ, attivo dal 2014, ha generato decine di imprese a impatto sociale. Il parco Verga offre 200mila metri quadrati di verde che molti quartieri centrali invidiano. E la riqualificazione della sede tranviaria, completata nel 2025 con un investimento di 10 milioni, ha rinnovato infrastrutture ferme da decenni. Quarto Oggiaro ha la M1, il Passante, le ville storiche Scheibler e Litta, una rete associativa densa. Quello che non ha è la connessione con il circuito degli eventi che genera indotto e reputazione. Due quartieri, due stadi di un percorso ancora incompiuto. E la prospettiva che la prossima “week” milanese potrebbe nascere qualche fermata più in là.
