Ambrogio
Milano, i grandi eventi concentrati in quattro quadranti. L’area metropolitana guarda la partita dal balcone
La mappa dell’economia dei grandi eventi milanesi è più piccola di quanto si creda. Basta tracciarla per accorgersene: Fashion Week tra il Quadrilatero e Tortona, Design Week dal centro a Lambrate, Salone del Mobile a Rho, concerti e sport all’Unipol Forum di Assago. Quattro quadranti al massimo. Il resto dell’area metropolitana — tre milioni e mezzo di abitanti in 133 comuni — guarda la partita dal balcone.
Eppure proprio gli ultimi due casi dimostrano che l’inclusione nel circuito è possibile, e redditizia. Assago, sette fermate di M2 dal centro, ha costruito attorno al Forum una vocazione trentennale: 15.800 posti, oltre 120 eventi l’anno tra concerti internazionali e competizioni sportive. Durante le Olimpiadi l’arena ha ospitato short track e pattinaggio artistico, confermandosi infrastruttura polivalente di prima grandezza. Il Forum genera indotto su ospitalità, ristorazione e parcheggi per un intero quadrante sud-ovest che altrimenti non avrebbe ragione di attrarre flussi.
Rho ha fatto un salto ancora più ambizioso. Il polo fieristico, che già muove Salone del Mobile, EICMA e Host, si prepara a diventare sede del Live Dome: la più grande arena coperta d’Europa, 45mila posti, ricavata dalla riconversione dei padiglioni olimpici dello speed skating. Secondo il Centro Studi di Fondazione Fiera Milano, il Live Dome genererà a regime 888 milioni di euro l’anno di impatto economico, attivando oltre 9.000 posti di lavoro. Con il Fiera Milano Lab — nuovo spazio congressuale da 240 milioni annui di indotto — si supera il miliardo. Rho, percepita per decenni come periferia logistica, sta diventando un polo autonomo dell’economia degli eventi.
Ma oltre questi due avamposti, poco. Sesto San Giovanni, con le sue grandi aree dismesse e la M1 che la collega al centro in venti minuti, non ha un ruolo nel calendario. Monza, con la Reggia e l’Autodromo, resta fuori dalla rete. San Donato Milanese, capolinea della M3, non intercetta alcun flusso. Sono comuni collegati, attrezzati, dotati di spazi che il centro non ha più. Manca la connessione con il sistema.
La sfida è questa: estendere la geografia oltre i confini comunali, costruendo una rete metropolitana più estesa possibile in cui grandi eventi e settimane tematiche si distribuiscano lungo le linee del metrò e del passante, condividendo economia e contagio delle idee.
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