C’è un momento, nella vita di ogni amministrazione, in cui il tempo smette di essere una risorsa e diventa un vincolo. Per la giunta Sala quel momento è adesso. Non si tratta di contare i mesi che mancano alle elezioni, ma di definirne i contenuti. L’amministrazione che governa la città dal 2016 ha attraversato stagioni diverse: l’entusiasmo post-Expo, la pandemia gestita con compostezza, le inchieste urbanistiche affrontate senza cedere al panico.
Milano, per Sala il tempo diventa incubo. Deleghe vacanti e tensioni nella maggioranza
Un bilancio complessivamente positivo, pur con le ombre e le incompiute che ogni governo lungo inevitabilmente accumula. Le deleghe ancora vacanti, le tensioni nella maggioranza, qualche lentezza di troppo su dossier cruciali: sono criticità reali, che sarebbe ingenuo negare. Ma non cancellano un decennio di lavoro serio su una città complessa. Ora viene il momento più delicato: l’ultimo miglio. Quello in cui si può accelerare e tagliare il traguardo con slancio, oppure rallentare e trascinarsi verso una fine opaca. Noi vogliamo che Sala e la sua squadra scelgano la prima strada. Che si trovi nuova energia, che i dossier aperti trovino soluzione, che le Olimpiadi siano l’occasione per mostrare il meglio di Milano.
Sala, governare fino all’ultimo giorno
Nel frattempo, i partiti cominciano a pensare al dopo. Nel centrosinistra si guarda alle probabili primarie, nel centrodestra manca ancora un nome forte. È normale, è fisiologico. Ma governare fino all’ultimo giorno resta il primo dovere di chi ha ricevuto un mandato. Milano se lo aspetta. E, crediamo, se lo meriti.
