La classe media Usa perdona tutto tranne il suo impoverimento. Da tempo, infatti, l’economia a Stelle e Strisce non segue le dichiarazioni e le intemerate dell’inquilino della Casa Bianca. Basti osservare, ad esempio, l’ultimo dato relativo all’occupazione. Nel mese di settembre, infatti, il numero di occupati cresce di 119mila unità, molto più delle previsioni degli economisti che avevano stimato più 50mila lavoratori. Allo stesso tempo, però, cresce il tasso di disoccupazione al più 4,4 per cento, in aumento rispetto ad agosto. Questa apparente contraddizione è spiegata dal fatto che ci sono più persone a cercare lavoro e il mondo delle imprese non riesce ad assorbirle.
Costo della vita
Il vero problema che l’Amministrazione americana conosce bene, però, è il costo della vita. Secondo alcune stime, ad ottobre l’inflazione dovrebbe essere salita del 3.1 per cento. Il dato ufficiale ancora non è stato pubblicato a causa della sospensione delle attività dell’amministrazione federale. Basti pensare che in Europa essa viaggia intorno al 2 per cento. A far crescere i prezzi, inoltre, ci sono altre due componenti. La prima è la debolezza del dollaro. Essa aiuta l’export di prodotti americani ma rende molto più caro importare dal resto del mondo. Il secondo elemento è rappresentato dai dazi imposti proprio da Trump a mezzo mondo, dazi che come spiegano le analisi econometriche sono scaricate sul consumatore americano. Ecco perché il presidente ha annunciato di voler redistribuire gli introiti dei dazi regalando una certa somma ad ogni americano. Il Tycoon sa benissimo che il caro vita è la cosa peggiore che può succedere ai suoi concittadini anche in virtù del fatto che al momento del giuramento egli stesso aveva definito l’inizio della sua presidenza come la “golden age” americana.
Borse
Ad aggiungere elementi di incertezza anche l’andamento dei mercati azionari. Come da tempo molti esperti stanno spiegando, i listini di mezzo mondo e quindi anche quelli di New York sono ampiamente sovrastimati. C’è di chi parla di bolla speculativa legata all’intelligenza artificiale e di chi, più ottimisticamente, crede che si sarà una “morbida” correzione al ribasso. Semmai la bolla, però, dovesse scoppiare, potrebbe essere l’inizio di una crisi finanziaria che non si sa dove porterà. Anche perché il debito pubblico americano continua a crescere a ritmi che diventano sempre più insostenibili. Se a ciò si aggiungono i tentativi di creare un sistema multipolare di pagamenti internazionali non più basati esclusivamente sulla valuta Usa, allora il quadro diventa più complesso. Dollaro debole, borse sovrastimate e pericolo di crollo dei mercati rendono meno positive le previsioni per l’economia reale. Le aspettative giocano molto in un sistema industriale. Il momento negativo può causare un blocco degli investimenti e quindi prospettive di crescita molto più rallentate. Ma The Donald lo sa benissimo e sa molto bene che le prossime elezioni si vincono con la spesa nei supermercati e non sui social.
