Perché l’ascesa di Giorgia Meloni ha mandato in crisi una parte significativa del femminismo contemporaneo: il saggio di Barbara Saltamartini

Con Belle Ciao!, l’ex deputata Barbara Saltamartini firma un saggio che indaga una domanda tanto semplice quanto dirompente: perché l’ascesa di Giorgia Meloni ha mandato in crisi una parte significativa del femminismo contemporaneo? Il volume non allestisce una biografi a né un’agiografia: sceglie invece di leggere il cortocircuito culturale generato dall’irruzione, al vertice delle istituzioni, di una leadership femminile non allineata ai tradizionali codici progressisti.

Saltamartini mostra come la sinistra abbia fatto dell’emancipazione un tema narrativo, spesso più proclamato che agito, mentre la destra – quasi paradossalmente – ha finito per metterlo in pratica sul terreno della rappresentanza reale. Il risultato è un cortocircuito: chi da decenni teorizza la liberazione femminile si è trovato spiazzato quando una donna, fuori dal perimetro ideologico consueto, ha conquistato il più alto incarico dello Stato. Ed è qui che il libro diventa più incisivo: nel rivelare quanto il femminismo militante fosse impreparato a confrontarsi con un modello di potere femminile plurale, non riconducibile agli schemi della propria tradizione politica.

Il saggio, edito da Giubilei Regnani, dà conto anche della sorprendente dimensione internazionale di Giorgia Meloni, fi gura ormai globale: dal dialogo privilegiato con Donald Trump alla capacità di interloquire con potenze come India, Japan, la Corea del Sud, il mondo arabo e quello sudamericano. Una popolarità che rende marginale perfi no la domanda – agitata da settimane – se sia opportuno o meno che il Presidente del Consiglio salga sul palco di Sanremo: Meloni è già, di fatto, un attore culturale e politico che travalica confi ni e ritualità nazionali. Saltamartini dedica pagine illuminating anche al ruolo di Meloni come donna e madre, interrogandosi su come riesca a conciliare una mole quotidiana di impegni che nessun leader uomo viene chiamato a giustificare con la stessa insistenza.

È proprio in questa dialettica – tra vita privata e responsabilità pubbliche – che l’autrice individua un altro dei nodi dell’emancipazione contemporanea: la sinistra continua a discuterne teoricamente, mentre la destra lo interpreta nella prassi, mostrando che una leadership femminile piena può esistere senza chiedere permesso ai codici tradizionali del femminismo. Belle Ciao! attraversa potere, maternità, identità, lavoro e libertà, ricostruendo la genealogia di donne di destra volutamente rimosse dal discorso pubblico. Ne emerge un saggio che non vuole demolire il femminismo, ma sfidarlo a tornare sulla realtà. E, per comprendere davvero come questo rovesciamento di prospettiva sia stato possibile, non resta che leggere Belle Ciao! di Barbara Saltamartini.