Piano Mattei, 1 milione di euro per 4 progetti di cooperazione tra atenei italiani e istituzioni africane

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (sx) e il presidente della Commissione dell’Unione africana Mahmoud Ali Youssouf (dx) a Villa Doria Pamphilj durante la conferenza stampa al termine del vertice "The Mattei Plan for Africa and the Global gateway: a common effort with the african continent", Roma, Venerdì 20 Giugno 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Premier Giorgia Meloni, president of the European Commission Ursula von der Leyen (left) and president of the African Union Commission Mahmoud Ali Youssouf (right) at Villa Doria Pamphilj during the press conference at the end of the summit "The Mattei Plan for Africa and the Global gateway: a common effort with the African continent”, Rome, Friday, June 20, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Un milione di euro per costruire ponti di conoscenza tra Italia e Africa. È questo l’impegno del Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Mattei e del programma del G7 “Research Capacity Building with Africa” (RCA), che finanzia quattro progetti congiunti tra università italiane e istituzioni accademiche africane. Quattro atenei italiani — Bari, Modena e Reggio Emilia, la Cattolica e Ca’ Foscari — guideranno altrettante alleanze internazionali per promuovere cooperazione scientifica, formazione e sviluppo sostenibile.

L’annuncio arriva in un momento in cui il governo punta con decisione sulla diplomazia della conoscenza come leva strategica di crescita condivisa. A sottolinearlo è il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che vede in questa iniziativa un tassello concreto della visione che ispira il Piano Mattei: “Rafforziamo il legame tra il sistema universitario italiano e quello africano, investendo sulla cooperazione scientifica e sulla formazione di qualità”, spiega il ministro. “La conoscenza è il ponte che unisce i popoli e la leva con cui possiamo affrontare insieme le grandi sfide globali. Non vogliamo un modello di assistenzialismo, ma di partnership paritarie, fondate sul rispetto reciproco e sulla condivisione di obiettivi comuni”.

I quattro progetti selezionati incarnano proprio questa filosofia. L’Università di Bari, con il progetto BRIDGE Africa, punta a potenziare le grandi infrastrutture di ricerca come motori di innovazione e sviluppo sostenibile, ampliando le opportunità di accesso alla ricerca e rafforzando l’ecosistema scientifico africano. Da Modena e Reggio Emilia nasce SOURCE, che unisce scambio di conoscenze, formazione e mobilità accademica: 49 docenti e 10 dottorandi, tra Italia e Africa, daranno vita a un dialogo scientifico vivo e produttivo, sostenuto da un programma di alta formazione progettato congiuntamente. L’Università Cattolica del Sacro Cuore propone invece ATLANTIS, un progetto che affronta le grandi sfide sociali e ambientali attraverso l’educazione innovativa e la creazione di ecosistemi sostenibili. Ricercatori, studenti e imprenditori collaboreranno in tre ambiti chiave — tecnologie emergenti, blue & green economy e imprenditorialità sostenibile — con l’obiettivo di costruire un modello di cooperazione capace di generare impatto reale nei territori coinvolti.

A Venezia, Ca’ Foscari coordina BRIDGE, dedicato alla trasformazione digitale e alla ricerca di eccellenza in Etiopia, in collaborazione con le università di Addis Abeba e Jimma. Il progetto, che dà seguito agli impegni presi da Bernini durante la sua visita ufficiale nel Paese lo scorso gennaio, mira a rafforzare la governance universitaria e le competenze gestionali attraverso l’uso di strumenti digitali e di intelligenza artificiale. Per Bernini, questi interventi rappresentano “una nuova stagione della cooperazione universitaria”, fondata non più su aiuti ma su scambi paritari e sulla costruzione di reti stabili tra istituzioni. L’Italia, sottolinea, “sceglie di puntare sulla conoscenza come risorsa strategica, come motore di sviluppo sostenibile e come linguaggio comune con cui dialogare con l’Africa”.

Il milione di euro stanziato dal MUR non è solo un investimento economico, ma un atto politico e culturale: un modo per consolidare il ruolo dell’università come luogo di diplomazia e di responsabilità globale. Attraverso la ricerca, la formazione e la mobilità, si costruisce una cooperazione che guarda al futuro, mettendo al centro le persone, le idee e la capacità di innovare insieme. È questo, nelle parole del ministro Bernini, il senso più profondo del Piano Mattei: “La conoscenza come strumento di libertà e di crescita, per l’Italia e per l’Africa, in un cammino comune verso uno sviluppo davvero sostenibile”.