Stava andando a lavoro in autobus, poco dopo le sei del mattino, quando alla pensilina lungo via Marina a Napoli, in attesa dell’arrivo del 151, un agente di polizia è stato aggredito alle spalle da un uomo. Quest’ultimo riesce a scippargli il cellulare dalle mani e a fuggire: ne nasce un inseguimento a piedi durato circa 200 metri, poi una colluttazione che vede il poliziotto scivolare e ferirsi gravemente al braccio con il malvivente che decide di inferire contro l’uomo a terra colpendolo più volte alla testa con il cellulare appena rubato. Infine la nuova fuga con l’agente che resta a terra, in una pozza di sangue, ma riesce a contattare i colleghi del commissariato San Ferdinando segnalando quanto accaduto.
E’ solo la prima parte di una giornata, quella di ieri (28 dicembre), che ha visto in prima linea i poliziotti della squadra investigativa del commissariato San Ferdinando impegnati a risolvere il caso della brutale aggressione subita da un collega prossimo alla pensione e aggredito alle spalle da un uomo mentre stava andando a lavoro. L’uomo ha riportato una frattura al braccio ed altre ferite alla testa già curate dai medici dell’ospedale dei Pellegrini dove è ricoverato in attesa di un intervento chirurgico.
Ricevuta la segnalazione, i colleghi del Primo Distretto intervengono in via Marina e, grazie alla telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, soprattutto quelle di un noto albergo, riescono a ricostruire quanto accaduto, cristallizzando dai filmati l’aggressione ed estrapolando un frame dell’uomo in fuga. Uomo che risulta già noto agli stessi agenti che in passato lo hanno denunciato più volte per danneggiamento, furto aggravato e rapina.
Dopo il riconoscimento fotografico anche da parte dell’agente ricoverato in ospedale, in serata i poliziotti eseguono il fermo di polizia giudiziaria nell’abitazione dell’uomo che, ironia della sorte, si trova proprio nella zona di competenza degli agenti del Commissariato della Riviera di Chiaia. Una indagine chiusa in tempi record dagli agenti del Primo Distretto che, grazie all’intensa attività lavorativa svolta sul territorio, sono riusciti a riconoscere dai video l’aggressore e ad accelerare le successive fasi investigative.
