“Quattro anni di lotta per la libertà. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”. Gli interventi nel convegno di Fratelli d’Italia

Si è tenuto ieri, in Senato, in un a Sala Zuccari gremita, il convegno di Fratelli d’Italia, “Quattro anni di lotta per la libertà.
Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”. Un momento politico doveroso, perché quel 24 febbraio 2022 la storia è cambiata davvero: l’aggressione militare russa all’Ucraina ha segnato profondamente la politica europea (e non solo).

“Sappiamo che l’azione dell’Italia in questi quattro anni ha avuto una grande continuità” puntualizza il Senatore Lucio Malan, capogruppo FDI Senato, seguito dal capogruppo FDI Camera, l’On. Galeazzo Bignami, che sottolinea come il “risorgimento ucraino” si stia riaffermando “anche grazie all’iniziativa che il Governo ha svolto mediante l’incontro tenutosi a luglio per la ricostruzione dell’Ucraina”. Obbiettivo dell’evento – spiega l’On. Francesco Filini, coordinatore dell’Ufficio studi FDI – “smascherare la propaganda russa, con quattro anni di fake news che ci raccontano che l’Ucraina avrebbe perso la guerra nelle prime settimane. La realtà è tutt’altra: la Russia si è impantanata”.

I russi, infatti, da mesi non avanzano più, e si accaniscono invece sulle infrastrutture civili. Il giornalista ucraino Vladislav Maistrouk non usa mezzi termini, “i russi ci combattono in casa, con il gelo”, e ricorda lo spettro dell’Holodomór, quando Stalin fece morire di fame milioni di ucraini. “Dopo quattro anni, ci sono oggi le condizioni per parlare seriamente di pace”, sostiene il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, confermando che “nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto” all’Ucraina, anche militari.

La linea politica di Fratelli d’Italia è netta, e non lascia spazio a interpretazioni pacifinte – per usare un termine di pannelliana memoria. “I confini che protegge l’Ucraina sono i confini della nostra democrazia e non soltanto i confini di un Paese sovrano”, precisa il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa, sferzando poi un attacco a chi in Italia si presta ad essere un “utile idiota” filoputinista. Sì, la disinformazione russa dilaga anche nel nostro Paese, e il presidente del Copasir Lorenzo Guerini lo afferma apertamente, “siamo nel pieno della guerra ibrida”. Eppure, nonostante le bombe sulle case e le falsità che Mosca sparge in tutto l’Occidente, l’Italia è con il popolo ucraino che eroicamente resiste.

Il direttore di Libero Mario Sechi sottolinea il valore dell’esercito ucraino, “è il meglio armato e addestrato d’Europa”, e rimarca anche l’impegno (cruciale) degli Stati Uniti al fianco di Kiev. Tralasciando il tappeto rosso dell’incontro in Alaska, l’editorialista Federico Rampini, infine, evidenzia come il Presidente Trump abbia inferto dei colpi all’influenza russa nel mondo “come nessuno dei suoi predecessori”, e cita la Siria, il Venezuela, l’Iran, tre luoghi in cui la presenza russa è stata praticamente sradicata dalle ultime azioni statunitensi.