Raduno di Pontida, giusto l’invito di Salvini a Le Pen? “No, ha avuto un credo anti-europeista e adesso vuole ravvedersi?”

Nel Sì&No del giorno, spazio all’opportunità, o meno, di invitare Marine Le Pen al raduno di Pontida, un invito partito da Matteo Salvini. Abbiamo chiesto cosa ne pensano a Stefano Zecchi, professore di Estetica, che è favorevole, e a Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, che è contrario.

Qui di seguito, l’opinione di Raffaele Nevi.

L’alleanza o meno con la Le Pen non riguarda Forza Italia per due ordini di motivi: il primo – il più importante – è che l’Italia e il nostro partito sono ancorati saldamente al Partito popolare europeo di cui sono asse portante. In quest’ottica, come più volte ha ripetuto il nostro segretario nazionale Antonio Tajani, è percorribile – in Europa – solo un’alleanza tra popolari, liberali e conservatori, ma non con chi ha – almeno finora – portato avanti un credo anti europeista. Inutile doverlo ripetere sempre. Come se ci fosse un peccato originale da scrollarsi di dosso. È così nei fatti, è così nelle parole, è così e basta.

Il nostro presidente e fondatore Silvio Berlusconi ha sempre usato parole chiare in proposito ed è stato un visionario e un fervente attuatore della politica atlantista, così come dimostrato nelle sue azioni di governo.

Il secondo motivo è persino ovvio: al netto di quanto detto sopra, l’alleanza o meno con la Le Pen non è mai stata e mai sarà un problema nostro. Anzi, dirò di più: se la Le Pen, per assurdo, volesse professare da ora in avanti una ritrovata fede europeista, non è con Forza Italia che ne dovrebbe parlare, per assurdo nemmeno con la Lega o con FdI, ma dovrebbe confrontarsi e misurarsi con tutti i partiti che fanno parte del PPE, per dimostrare il suo ravvedimento in chiave europeista. Continuare ad avvilupparsi intorno a questo argomento appare strumentale. Altra cosa è il nostro esecutivo di Centrodestra che sta già portando grandi risultati per il nostro Paese, gestendo con intelligenza ed equilibrio una difficile fase di rilancio dopo le immense difficoltà derivanti prima dalla pandemia e poi dalla guerra.

Forza Italia è garante dei processi democratici, forte della sua tradizione liberale e cristiana, è pilastro della coalizione di Centrodestra. I suoi valori costituiscono un elemento di distinzione rispetto agli altri partiti della maggioranza, ma distinzione non significa contrasto, bensì arricchimento. C’è rispetto reciproco perché è chiaro che ogni partito ha un proprio modo di parlare all’elettorato che lo rappresenta ed è diverso dagli altri, ma quando ci si siede al tavolo delle decisioni si va uniti e le differenze accrescono il punto di vista comune. Si rassegnino coloro che investono su queste divisioni. La nostra storia è limpida, così come anche la direzione che abbiamo sempre seguito. Forza Italia è e resta unico riferimento per i moderati.