Quando si cerca di capire un “fenomeno sociale”, come la degenerazione correntizia in magistratura, non abbiamo bisogno di puntare il dito contro quel singolo magistrato mettendolo alla gogna, con nome e cognome, come l’incarnazione di un “male assoluto”. Non è nelle nostre corde, non è musica per le nostre orecchie. Riteniamo, quindi, di riportare una delle tante chat di Luca Palamara con i suoi colleghi, bramosi di chiedere aiuto per le loro carriere ed avere informazioni sullo stato di avanzamento della loro richiesta di raccomandazione, indicando quel magistrato con un nome di fantasia.

Un nome che ci pare consono è Immacolata. È inutile dire che non è scelto a caso perché “Immacolata” dovrebbe essere quella categoria di donne e di uomini che decidono sulla responsabilità penale dei cittadini, che decidono – per fare un esempio, a nostro modo di vedere, calzante – se quella gara di appalto si è svolta correttamente, se l’imprenditore ha ottenuto l’appalto grazie alla collusione con funzionari pubblici, se quel professore associato è diventato professore ordinario grazie all’aiuto di un amico componente della commissione di esame. Insomma, “immacolata” dovrebbe essere quella magistratura impegnata quotidianamente ad affermare il principio del buon andamento e della imparzialità della pubblica amministrazione.

La credibilità di tutta la magistratura passa anche attraverso il livello reputazionale nel gestire il proprio “governo autonomo”, come i sostenitori del No definiscono orgogliosamente il CSM. Ma cos’è il governo autonomo? È decidere chi deve diventare Procuratore Generale sulla base di accordi tra correnti oppure sulla base di criteri di valutazione meritocratici tali da impedire pressioni politiche dall’esterno (il Governo) e dall’interno (le correnti)? Il “governo autonomo” non è arbitrio e consorteria, “governo autonomo” è meritocrazia, libertà e indipendenza dalle pressioni politiche.

E poi ci sono loro – non li dimentichiamo – i tanti magistrati che non hanno “santi in paradiso”, non hanno il cellulare del componente del CSM, non sono iscritti alle correnti o se sono iscritti lo sono perché credono nella “spinta ideale” dell’associazionismo e lavorano in silenzio tutti i giorni e, salvo alcuni coraggiosi (sempre di più, a dire il vero), preferiscono non dire pubblicamente che il sorteggio è l’unica strada da percorrere per liberare la magistratura dalla cappa delle correnti. Ma torniamo ad Immacolata, Procuratore Aggiunto di una certa città che ambisce a trasferirsi in un’altra città. Fa parte, ci dice Luca Palamara, di una corrente di sinistra. Anzi è un’importante esponente di una corrente di sinistra. Contatta Palamara, allora consigliere del CSM, per avere una raccomandazione ma si rende conto che è difficile raggiungere il primo e ambito obiettivo. Ma per lei ce n’è un secondo, forse ancora più prestigioso.

Immacolata: Caro Luca, ho bisogno di parlarti. Quando posso chiamare? Grazie Abbraccio Immacolata

Palamara: Ciao Imma ti posso chiamare verso le 12? Un abbraccio

Immacolata: Certo perfetto. Grazie. A dopo.

Immacolata: Ho provato a chiamarti ma non riesco a trovarti. Ci sentiamo quando puoi. Grazie infinite.

I due evidentemente si sentono ma poi interrompono la chat per quasi due mesi. Immacolata insiste, è preoccupata, ha bisogno di sapere come stanno andando le cose.

Immacolata: Caro Luca, scusa il disturbo. Quando posso chiamarti? Ho bisogno di parlarti. Grazie abbraccio Imma

Palamara: Ciao Imma ti chiamo appena pausa un abbraccio a dopo

Immacolata: Caro Luca, quando posso chiamarti? Abbraccio Imma

Palamara: Assolutamente si carissima Imma

Palamara: Devi perdonarmi ma sono giornate senza tregua

Imma: Si lo so bene. Posso chiamarti adesso o più tardi?

Palamara: Siamo in plenum appena finisco ti faccio squillo

Immacolata: Ok grazie scusa ancora

Immacolata: Caro Luca, non siamo più riusciti a sentirci. Volevo solo dirti che ho revocato la domanda per …. (avendo compreso che l’orientamento della commissione è altro) ed ho inserito altre domande relative al prossimo bando. Vorrei farti gli auguri per le prossime feste a voce. Provo a chiamarti più tardi. Abbraccio Imma

Palamara: Carissima Imma scusami ma sono state giornate convulse ti chiamo assolutamente fra poco un abbraccio

La richiesta di partecipare al bando viene evidentemente presentata e i due non si sentono per circa un mese. Ma Immacolata, quando i tempi sono maturi, torna all’attacco. Lo vuole incontrare a Roma.

Immacolata: Caro Luca, scusa il disturbo. Sarò a Roma oggi e domani. Riusciamo a prendere un caffè? Abbraccio

Palamara: Cara Imma volentieri siamo in udienza ci sentiamo appena pausa

Immacolata: Si. Arriverò a Roma intorno a mezzogiorno e poi al consiglio intorno alle 13. Grazie abbraccio

Palamara: Ok

Evidentemente non riescono ad incontrarsi quel giorno ma Immacolata insiste per vederlo il giorno successivo.

Immacolata: Caro Luca, purtroppo devo scappare. Spero di sentirti presto. Sarò a Roma anche domani. Se riesci, prendiamo un caffè. Abbraccio

Palamara: Ok domattina ti aspetto

I due presumibilmente si incontrano e poi passa un altro mese e mezzo. È Luca Palamara a darle le indicazioni per cercare di ridurre i tempi ed avere il parere del Consiglio Giudiziario (per i non addetti ai lavori: è l’organo territoriale che esprime i pareri non vincolanti per il CSM sulle richieste di assegnazione degli incarichi direttivi). Immacolata non ha difficoltà ad attivare in tempo reale il Consiglio Giudiziario.

Palamara: Buongiorno Imma puoi far depositare il tuo parere per (…)? Se riesci nella giornata di oggi

Immacolata: Ok grazie

Palamara: Mi scrivi appena viene depositato?

Immacolata: Sì certo

Immacolata: Ho parlato con Consiglio Giudiziario. Il parere lo inseriranno entro domani mattina. Ti aggiorno grazie infinite

Palamara: Attendo notizie baci

Ed il giorno successivo il parere arriva!

Immacolata: Caro Luca, il mio parere è stato inserito stamattina.

Palamara: Perfetto

Immacolata: Me lo hanno appena detto dal consiglio giudiziario.

Immacolata: Verificate comunque dal sito perché io non riesco a collegarmi.

In verità in qualche modo Immacolata riesce a verificare l’avvenuto invio del parere.

Immacolata: Parere inserito su cosmag. Verificato. Tutto ok.

C’è solo più da festeggiare.

Palamara: Fatta!!!!!

Immacolata: Meraviglioso! Grazie Luca! Infinite

Palamara: Sono felice per te!!

Immacolata: Grazie infinite

Immacolata: Grazie di cuore!

Luca Palamara ci spiega che era difficile raggiungere la prima destinazione ma con l’appoggio di Unicost ed un accordo con le altre correnti è stato possibile assegnare a Immacolata l’incarico di Procuratore Generale di un’importante città. E quindi un paio di mesi dopo arriva la notizia ufficiale. Immacolata è diventata Procuratore Generale. La chat tra la candidata ed il “giudice terzo ed imparziale” che dovrebbe decidere comparando freddamente tutte le candidature si trasforma in un tripudio di festeggiamenti:

Palamara: Complimenti Imma!

Immacolata: Grazie di cuore sono feliceeeeeeeee

Una storia di ordinaria umanità: le legittime ambizioni che vengono veicolate, nell’attuale sistema, attraverso le conoscenze, le consorterie, gli appoggi, gli accordi, le collusioni. La meritocrazia rimane fuori dalla topografia dell’ordinamento giudiziario, con buona pace dei tanti magistrati che, senza partecipare al sistema, svolgono il loro delicato lavoro con rigore e serietà. E poi si dice che il sorteggio dei componenti togati è umiliante e avvilente per la magistratura. È umiliante e avvilente quello che accade oggi e che potrebbe non accadere più domani perché i sorteggiati saranno finalmente liberi da un vincolo politico con gli elettori e le correnti. Decideranno solo secondo la legge, perché i magistrati – lo dice la Costituzione che tutti sembrano voler difendere – sono soggetti soltanto alla legge.

Alberto de Sanctis - avvocato penalista

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