Gli ultimi ventiquattro giorni. È questo il timing. Poi al voto. E gli eventi lo dimostrano. Ieri il ministro della Giustizia Nordio e il leader del M5s Conte si sono confrontati a Villa Igea, a Palermo, dove sono intervenuti anche altri ospiti illustri. Il dibattito si è articolato in due diverse fasi. La prima in un dibattito tra i vari interlocutori presenti ed una seconda propriamente dedicata al confronto Nordio – Conte.
Nella prima parte, interessante il resoconto della sondaggista Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, che ha condiviso diversi sondaggi svolti in Sicilia sul tema della conferenza. Da questi si evince che la parte Orientale è sostanzialmente orientata più per il No, mentre quella Occidentale per il Si. Ma in definitiva, il dato completo mostra una percezione per il Si intorno al 33%, mentre il No si attesta al 29%. L’attenzione è stata massima quando Alessandro Sallusti ha evidenziato che il lavoro del PM deve essere solo una parte del procedimento Penale ed il G.I.P. non deve mai appiattirsi sulle richieste di quest’ultimo e non fare un copia incolla delle sue richieste. Poi è arrivato il momento del confronto tra i due protagonisti. Dalla separazione delle carriere fino ai due Csm e al ruolo del tanto discusso sorteggio.
Ringraziando chi si dissocia – “È il sale della democrazia, dice – il Ministro Nordio ha definito la riforma “inevitabile ed ineludibile”. “Oggi il pm – ha ribadito – è nella stessa famiglia del Csm e questo non è tollerabile. Dopo la vittoria del Sì, avvieremo un tavolo di concertazione con l’avvocatura per definire i decreti attuativi. Non ci sarà alcuna conseguenza sul governo se dovesse vincere il No”. E poi ha concluso: “È la stessa Costituzione che prevede il metodo ed il modo di riforma costituzionale”. Conte ha risposto confessandosi quasi conquistato dal Ministro “che parla con grande autorevolezza”, ma poi ha replicato: “Questa riforma non riguarda la separazione delle carriere, solo il 4% dei magistrati dalla legge Cartabia ha cambiato funzione. Si sta cambiando la Costituzione con passaggio obbligato. Si vuole contenere il terzo potere”. E poi ha seguitato: “Non rimuovete Del Mastro e la Santanchè, coinvolti in procedimenti penali. Parlate di una giustizia domestica, ma invece la volete addomesticare”.
Sull’importanza dei due Csm, il Ministro Nordio ha ricordato che il pm è parte del procedimento e non può far parte della stessa famiglia del giudicante. “Il pm dispone della Polizia Giudiziaria, è il capo della P.G. Separando i due Csm, ci si può servire di due figure professionali diverse, che necessariamente si devono dividere. Oggi c’è contatto – ha proseguito il Guardasigilli – tra pm e giudici, non si può più pensare che devono sedere nello stesso Csm. Un magistrato non ha la possibilità di poter aspirare a cariche importanti se non ha nessun approccio correntizio”.
Il leader pentastellato, sui due Csm e sul sorteggio, ha risposto che questa è una riforma molto sofisticata. “Nordio è caduto in contraddizione. Deve spiegare perché nell’Alta Corte possono coesistere entrambe le figure. La questione del sorteggio è stata pensata a casaccio. Si vuole de-costituire la forza rappresentativa. È un sorteggio pilotato. Invece bisogna pensare ad un sorteggio temperato”. Poco più di un mese al voto. Il referendum sulla giustizia ha smesso di essere una guerra di comunicati, post e dichiarazioni in differita. Si è aperto il momento dei confronti vis a vis.
