Due appuntamenti, due città, un filo rosso comune: il referendum sulla giustizia e, in particolare, la separazione delle carriere. A Firenze e a Roma, associazioni e forze politiche che non sempre condividono gli stessi percorsi elettorali scelgono di ritrovarsi sul terreno del merito, rivendicando il senso profondo dello strumento referendario e la libertà di coscienza che lo accompagna.
Oggi, alle ore 18, a Roma, nella Sala dei Santi Quattro, si terrà il secondo incontro pubblico, promosso dal Comitato Giustizia Sì, fondato dal Partito Liberaldemocratico, dal titolo Sì perché… Una scelta consapevole. L’obiettivo dichiarato è avviare un percorso di informazione e approfondimento in vista del referendum sulla giustizia previsto per marzo 2026, offrendo ai cittadini strumenti di analisi e confronto per una decisione realmente consapevole. Al dibattito romano prenderanno parte il giornalista Alessandro Barbano, direttore de L’Altravoce, Francesco Petrelli, Claudio Petruccioli e Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico e deputato. I lavori saranno coordinati da Giulio Vesperini, cofondatore del Comitato.
Il secondo appuntamento è in programma lunedì 12 gennaio 2026 a Firenze, dalle 16 alle 19, nella Palazzina Reale di Santa Maria Novella. L’incontro, dal titolo La sinistra che vota Sì, sarà trasmesso su Radio Radicale. Ad aprire i lavori saranno i saluti di Anna Bucciarelli (Libertà Eguale Toscana), con introduzione e presidenza affidate a Carlo Fusaro, presidente del Comitato scientifico dell’associazione. Interverranno, tra gli altri, Augusto Barbera, presidente emerito della Corte costituzionale, Enzo Bianco, Anna Paola Concia, Marilisa D’Amico, Benedetto Della Vedova, Claudia Mancina, Tommaso Nannicini, Giovanni Pellegrino, Claudio Petruccioli e Cesare Salvi. Le conclusioni saranno affidate a Stefano Ceccanti ed Enrico Morando, presidente di Libertà Eguale.
Accanto a Libertà Eguale sono impegnati per il Sì anche Più Europa e Partito Socialista Italiano, mentre Italia Viva ha lasciato libertà di voto, con una prevalenza di orientamenti favorevoli al Sì tra i suoi quadri. Fuori dal perimetro del centrosinistra, ma sempre all’opposizione, si collocano Azione e il Partito Liberaldemocratico. «Tutte forze che alle Politiche saranno contrarie al centrodestra – osserva Ceccanti – ma che al referendum votano con convinzione sul tema specifico, rispettando il significato profondo di questo strumento di democrazia diretta».
