Le ragioni di un Sì
Referendum, il Comitato Sì Riforma lancia lo slogan: “Questa volta il giudice sei tu”
Si accende ufficialmente la campagna per il referendum sulla riforma della giustizia, con partiti, comitati e cittadini mobilitati in vista del voto del 22 e 23 marzo.
La Lega, guidata da Matteo Salvini, ha riunito i propri parlamentari alla Camera per discutere strategie e organizzazione. Secondo le fonti del partito, la riunione è durata oltre un’ora e ha evidenziato un incremento dei tesserati del 31%, oltre all’interesse di alcuni parlamentari di altri gruppi ad aderire alla Lega. Il vicepremier ha sottolineato l’importanza del referendum, definendolo un appuntamento “decisivo”, e ha annunciato che le 1.300 sezioni del partito, da Nord a Sud, saranno trasformate in comitati per il Sì, coinvolgendo in prima linea anche i 500 sindaci leghisti.
Sul fronte comunicazione, il Comitato nazionale “Sì Riforma” ha lanciato il proprio slogan ufficiale: “Questa volta il giudice sei tu”. Alessandro Sallusti, responsabile della comunicazione del comitato, ha spiegato che la riforma della giustizia non è pensata per i magistrati, ma per i cittadini, analogamente a quanto avviene con riforme in altri settori come sanità e istruzione. “La scelta finale se fare o non fare questa riforma spetterà agli italiani”, ha sottolineato Sallusti in un video diffuso sui canali social del Comitato.
Mentre i promotori del Sì si organizzano, sul fronte dei contrari arriva un importante traguardo: l’iniziativa popolare contro la riforma della giustizia ha raggiunto il quorum di 500mila firme, requisito necessario per procedere con il referendum. La raccolta, lanciata il 22 dicembre scorso, ha mobilitato cittadini in tutta Italia, e i referendari hanno recentemente fatto ricorso al Tar del Lazio per chiedere la sospensione della delibera che ha fissato la consultazione entro 60 giorni dall’ordinanza della Cassazione, invece dei 90 giorni previsti dalla legge. Il Tar ha respinto la sospensiva, fissando la Camera di consiglio per il 27 gennaio. Anche la politica istituzionale commenta la data e l’impianto della consultazione. Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha definito “pretestuosa” la discussione sul rinvio della data, sottolineando che i cittadini decideranno in piena autonomia se la giustizia funziona oggi o se necessita di cambiamenti. “Il popolo è sovrano, decideranno i cittadini. Non ha nulla a che vedere con il governo”, ha dichiarato alla Camera.
Con la mobilitazione dei partiti, dei comitati e dei cittadini, il referendum promette di essere un momento di grande partecipazione popolare. Da una parte il Sì, con Lega e Comitato nazionale “Sì Riforma” pronti a coinvolgere sezioni locali, sindaci e cittadini; dall’altra il No, rafforzato dalla raccolta firme e dall’iniziativa dei promotori referendari. Nei prossimi due mesi, la campagna vedrà confronti pubblici, dibattiti mediatici e una crescente attenzione dell’opinione pubblica, con l’obiettivo di guidare gli italiani a esprimere la loro scelta in un voto che avrà effetti concreti sull’amministrazione della giustizia nel Paese.
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