Era proprio necessario che Einaudi togliesse dalle librerie le copie dei romanzi di Philip Roth dopo che l’intero catalogo è stato comprato da Adelphi? Questo si chiede legittimamente l’affezionato fan dello scrittore di Newark o anche chi semplicemente avesse voglia di regalare “Pastorale americana” o “Patrimonio” a un amico. La questione è abbastanza inquietante. Einaudi – ancora scossa da uno “scippo” dolorosissimo – si limita a poche righe istituzionali: «Con il passaggio dei diritti di Philip Roth ad altro editore sussisteva il vincolo contrattuale di ritirare le copie dal mercato, vincolo la cui osservanza è stata espressamente richiesta dai proprietari del copyright. I diritti sono quindi in capo ad Adelphi, che gestisce le uscite delle nuove pubblicazioni».
Dunque, Einaudi è stata “costretta” a chiudere in magazzino i preziosi volumi bianchi, e i tascabili, di Roth. Sarà. Il paradosso è però increscioso perché adesso Roth non si trova più. Il fatto è che Adelphi, che ha pubblicato con la nuova traduzione di Matteo Codignola “Portnoy” riscuotendo grande successo di vendite, ci metterà anni per pubblicare tutti i romanzi di Roth con nuova traduzione. Pertanto è possibile che “La macchia umana” potremo comprarla, o ricomprarla, tra cinque o sei anni. Il prossimo romanzo adelphiano-rothiano sarà “Operazione Shylock“, che sinceramente non è tra i grandi romanzi del Nostro, pur essendo sempre un Roth. Naturalmente ci sarà una corsa ad accaparrarsi “Pastorale americana” sulla Rete. Ma vuoi mettere una copia vergine?
