È stato un fine settimana tutto politico quello che ha accompagnato la chiusura delle campagne regionali in Veneto, Puglia e soprattutto in Campania, dove si concentra la partita più simbolica. A Napoli il centrodestra ha scelto la prova di forza: il Palapartenope pieno, la premier Giorgia Meloni sul palco, affiancata dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, per tirare la volata a Edmondo Cirielli, candidato governatore. Foto di famiglia, toni da resa dei conti: qui la coalizione vuole ribaltare anni di gestione progressista.
Il patto di tre punti di Edmondo Cirielli
Cirielli ha scandito dal palco il suo “patto in tre punti” con i campani, presentato come «impegno solenne e vincolante». La misura più di impatto è la promessa di 100 euro al mese in più per le pensioni minime regionali, finanziate con uno stanziamento dedicato. Accanto, gli impegni su sanità e lavoro, con l’aspirante governatore che si è proclamato «Garante dei campani» per i prossimi cinque anni. Poi l’affondo politico: «Vogliamo liberare la Campania da una cricca di potere che ci ha messo in ginocchio».
Gli attacchi a Fico
Sul fronte opposto, il centrosinistra prova a tenere il passo ma la giornata di Roberto Fico è stata segnata dalle contestazioni. Durante un incontro con i movimenti giovanili, alcuni studenti hanno attaccato il candidato: «Qui i posti letto costano 850 euro al mese, lei non conosce i problemi reali». Fico ha scelto di non alzare i toni: ha parlato di diritto allo studio come «diritto fondamentale da difendere», promettendo interventi su studentati e affitti calmierati. Ma la distanza percepita tra slogan e vita reale resta uno dei nervi scoperti del fronte progressista. E Matteo Salvini infiamma il dibattito. Sempre da Napoli.
Proteste Cgil
La Cgil «sta tenendo sotto sequestro milioni di lavoratori italiani. Evviva i sindacati liberi. Non penserete a quello scioperante di professione che si chiama Maurizio Landini? Siete dei birbanti», ha risposto ironicamente Salvini rivolgendosi al pubblico, che ha fischiato una volta pronunciato il nome del segretario della Cgil. «E’ una coincidenza se lo sciopero è sempre di venerdi’. Ringrazio quei sindacati che stimolano il governo, ma quando c’è da firmare un contratto che migliora il salario lo fanno e non tengono in ostaggio i lavoratori». ha aggiunto.
“Più Uno”, il nuovo soggetto politico di Ernesto Maria Ruffini
Intanto, a qualche centinaio di chilometri più a nord, all’Eur, sabato ha debuttato “Più Uno”, il nuovo soggetto politico di Ernesto Maria Ruffini. Al nuovo fenomeno politico guardano con interesse una parte del Pd vicina a Paolo Gentiloni, Italia Viva di Matteo Renzi e l’associazione “Primavera” di Vincenzo Spadafora. Romano Prodi da Bologna segue tutto, telefona, orienta. Concessa la seconda intervista critica su Elly Schlein in due settimane, Prodi smentisce quell’immagine del “semaforo” che aveva accompagnato il vecchio Ulivo. Quello nuovo si muove, eccome.
