Valeria Valente, senatrice napoletana del Partito Democratico, già candidata sindaca di Napoli, è una delle figure più autorevoli del centrosinistra campano. Esperta di politiche sociali e diritti delle donne, siede alla Camera nella Commissione Affari sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato e Previdenza sociale, dove segue in particolare le ricadute delle politiche nazionali sui territori del Mezzogiorno.
Elezioni in Campania: quali sono i punti qualificanti della campagna del Pd?
«Il diritto alla cura, il lavoro e il giusto salario, la valorizzazione delle aree interne, il rafforzamento del trasporto pubblico, il potenziamento delle realtà educative, il consolidamento del ciclo dei rifiuti e gli interventi contro l’inquinamento ambientale. Non abbiamo mai fatto promesse che non potevano essere mantenute oppure che rappresentavano un insulto alla storia del territorio, penso all’aumento delle pensioni minime e al condono edilizio, come hanno fatto la destra e Cirielli, ed abbiamo sempre rispettato l’avversario politico, che non è mai un nemico, perché in democrazia non può che essere così».
Bisogna riportare al voto i giovani, battaglia non facile. Come parlare a questa generazione per tornare a motivarla?
«L’astensionismo, in particolare per un partito come il nostro, è una ferita democratica che ci interroga profondamente, soprattutto quando riguarda i giovani e soprattutto in un territorio come la Campania. Le giovani generazioni si motivano alla partecipazione politica dando una risposta credibile alle loro esigenze, penso in particolare al diritto al lavoro e allo studio. Tanti ragazzi e tante ragazze lasciano la Regione per cercare un’opportunità, ma noi vogliamo metterli nella condizione di tornare per restare, diventando pienamente autonomi. Dunque mettendo in campo politiche che garantiscano anche un altro diritto fondamentale come quello alla casa, ancora per molti di loro un miraggio».
L’alleanza con i Cinque Stelle si rinsalda nel nome di Roberto Fico. Il programma vi vede d’accordo su tutto?
«Il programma lo abbiamo scritto insieme e condiviso come coalizione. Le priorità indicate sono patrimonio comune».
Quale sarà l’eredità di De Luca che porterebbe avanti, se vincesse, il presidente Fico?
«In questi anni è stato fatto un lavoro che è base di partenza per il prossimo futuro. L’uscita dal commissariamento della sanità, il trasporto pubblico gratuito per gli studenti, lo psicologo nelle scuole, le misure per le fasce più deboli: sono alcuni esempi di un intervento amministrativo che vogliamo rafforzare e rilanciare. Non ultimo, per me tema dirimente, il protagonismo e la centralità delle donne nelle politiche regionali: mi aspetto molto da un presidente che si è detto femminista. Lo sviluppo e la crescita della nostra Regione, infatti, dipenderanno anche dalla piena e buona occupazione femminile che saremo in grado di garantire».
Il dialogo con il governo nazionale non sarà dei più facili. Vede criticità, nel merito?
«Non nascondo su questo tema della leale collaborazione le mie preoccupazioni: il procedere a testa bassa sull’Autonomia differenziata, la più dannosa riforma contro il Sud mai concepita, non fa ben sperare. Mi auguro in ogni caso prevalga lo spirito di collaborazione istituzionale. Certamente serve garantire che il Governo trasferisca i finanziamenti che spettano agli enti territoriali, che sono il primo riferimento dello Stato per i cittadini. Noi comunque metteremo sempre la Campania e l’interesse generale dei campani al primo posto».
