Regionali Veneto, giovani e lavoro: se il centrodestra promette contratti stabili, gli avversari promuovono il salario minimo regionale

Il futuro occupazionale dei giovani veneti emerge come tema cruciale nel confronto elettorale. Alberto Stefani ha presentato il suo “Patto Generazionale per il Veneto”: “Zero tasse regionali per cinque anni alle imprese che assumono under 35 a tempo indeterminato”, ha annunciato all’inaugurazione del Job Day di Treviso. Il programma del centrodestra prevede inoltre il raddoppio dei fondi per gli ITS Academy e l’introduzione di un “bonus casa” da 10mila euro per giovani coppie che acquistano la prima abitazione in Veneto.

Giovanni Manildo risponde con proposte che guardano alla qualità del lavoro: “Introdurremo un salario minimo regionale di 9 euro l’ora per tutti i contratti finanziati con fondi pubblici”, ha dichiarato all’assemblea dei sindacati. Il suo programma include un “Fondo Giovani Talenti” da 100 milioni annui per sostenere startup innovative under 35 e borse di studio per specializzazioni all’estero “con obbligo di rientro in Veneto per almeno tre anni”. Sulla formazione, le visioni divergono significativamente. Stefani punta sul “modello duale alla tedesca”, rafforzando l’alternanza scuola-lavoro: “Le nostre imprese devono diventare palestre di formazione”. Propone inoltre di portare a 5.000 i posti nelle scuole di formazione professionale regionali. Manildo critica questo approccio: “Non possiamo ridurre i giovani a manodopera precoce”, preferendo investire in “percorsi universitari professionalizzanti” e nella “formazione continua digitale gratuita per tutti gli under 30”.

Il tema dell’emigrazione giovanile trova risposte diverse. “Creeremo 50.000 posti di lavoro qualificato in cinque anni”, promette Stefani, puntando su defiscalizzazione e grandi progetti industriali. Manildo propone invece “comunità di innovazione” nelle città medie venete, con co-working pubblici, incubatori e servizi dedicati: “Dobbiamo rendere il Veneto attrattivo per lo stile di vita, non solo per il lavoro”.
Entrambi affrontano la questione abitativa, vera emergenza per i giovani: Stefani con edilizia convenzionata e recupero del patrimonio pubblico, Manildo con un “Piano casa giovani” che prevede affitti calmierati e co-housing sociale.