La sanità rappresenta il terreno di scontro più acceso tra i due candidati. Alberto Stefani rivendica il “modello Veneto” basato sull’integrazione pubblico-privato: “Abbiamo le liste d’attesa più brevi d’Italia grazie alla collaborazione con il privato accreditato”, ha sostenuto nel dibattito organizzato dall’Ordine dei Medici. Il suo programma promette l’assunzione di 5.000 operatori sanitari, il potenziamento della medicina territoriale con 200 Case di Comunità e la “digitalizzazione completa” del sistema sanitario regionale.
Giovanni Manildo attacca frontalmente: “Il privato in sanità deve tornare sussidiario, non sostitutivo del pubblico”, ha dichiarato all’assemblea dei comitati per la sanità pubblica. Propone un “Piano straordinario di assunzioni” da 8.000 unità, la riapertura dei piccoli ospedali “trasformati in presidi territoriali avanzati” e investimenti per 2 miliardi nel potenziamento della sanità pubblica. “La salute non può essere un business”, ha ribadito durante il confronto televisivo. Sul sociale, Stefani punta sulla “sussidiarietà attiva”: maggiori risorse al Terzo Settore, voucher per servizi alla persona, sostegno alle famiglie con il “Fattore Famiglia Veneto” che aumenta le detrazioni in base al numero di figli. “Il welfare deve essere flessibile e personalizzato”, ha spiegato all’incontro con le associazioni di volontariato. Particolare attenzione agli anziani con il progetto “Invecchiamento attivo”: centri diurni, assistenza domiciliare rafforzata, telemedicina.
Manildo propone invece un “welfare universalistico veneto”: asili nido gratuiti per tutti entro il 2030, assistenza domiciliare pubblica per i non autosufficienti, “reddito di dignità regionale” per chi è sotto la soglia di povertà. “Non possiamo lasciare indietro nessuno”, ha affermato nel tour nelle periferie urbane. Sul tema della disabilità, promette l’eliminazione delle barriere architettoniche in tutti gli edifici pubblici e un fondo per il “Dopo di Noi” raddoppiato. La salute mentale emerge come priorità per entrambi: Stefani con il potenziamento dei servizi territoriali, Manildo con l’istituzione dello “psicologo di base” gratuito.
