Sindacato Poste Italiane e legge sulla partecipazione: “È il banco di prova che il Paese non può fallire”

MATTEO DEL FANTE AD POSTE ITALIANE

L a nuova Legge sulla Partecipazione dei lavoratori, approvata dopo oltre un anno di iter parlamentare, rischia già di finire in un limbo. A denunciarlo è la SLP-CISL, il sindacato maggiormente rappresentativo all’interno del gruppo Poste Italiane, che chiede al Governo e ai vertici dell’azienda di avviare “immediatamente” il percorso di attuazione delle nuove norme.

Il Segretario generale della categoria, Raffaele Roscigno, ha scritto una lettera ai ministri dell’Economia e del Lavoro, ai presidenti delle Commissioni Lavoro, Finanze e Trasporti della Camera, nonché all’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante e al direttore generale Giuseppe Lasco: “Basta provvedimenti che restano sui binari morti. La legge sulla partecipazione va resa concreta, e Poste Italiane è il luogo naturale da cui iniziare”. Per la CISL si tratta di una battaglia identitaria. Il sindacato fu promotore, nel 2023, della proposta di legge di iniziativa popolare “La partecipazione al lavoro”, sostenuta da circa 400 mila firme certificate. Da qui la richiesta di partire dal più grande gruppo italiano nei servizi e nella logistica.

“I vertici di Poste – osserva Roscigno – devono farsi parte attiva nell’estendere e rafforzare questi modelli. Un sistema partecipativo strutturato è un fattore determinante di crescita e consolidamento. SLP-CISL – conclude il leader della categoria – è pronta a lavorare con il Governo”. Un richiamo che punta dritto al Ministero dell’Economia (principale azionista di Poste) e a viale Europa: l’innovazione nelle relazioni industriali, sostiene la CISL, non si realizza per inerzia. Serve una scelta politica. E Poste Italiane, osserva il sindacato, è il banco di prova che il Paese non può permettersi di fallire