Strage di Capodanno a Crans-Montana: decine di morti nell’incendio del bar, italiani dispersi. Nello stesso edificio una sinagoga

Per alcune ore, nella notte, il sospetto di una matrice terroristica ha accompagnato le prime notizie. L’esplosione che ha squarciato il bar “Le Constellation” di Crans-Montana è avvenuta nello stesso edificio che ospita la sinagoga della comunità ebraica locale, al civico 35 di Rue Centrale. “Abbiamo sentito un’esplosione massiccia nel cuore della notte e abbiamo capito immediatamente che era successo qualcosa di terribile”, ha raccontato il rabbino Yitzhak Levi, emissario di Chabad-Lubavitch nella località vallesana. “All’inizio c’era il timore reale che potesse trattarsi di un attentato diretto alla sinagoga o alla comunità ebraica”.

Esclusa la pista terroristica

Poi, con il passare delle ore e l’accumularsi dei riscontri investigativi, si è fatta strada l’ipotesi dell’incidente. La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha infine escluso categoricamente la pista terroristica: “Non c’è alcun dubbio, non si tratta di un attentato”. Ma il bilancio della tragedia resta devastante: circa 40 morti e un centinaio di feriti, la maggior parte con gravi ustioni, secondo le informazioni fornite dalla Farnesina che cita la polizia cantonale. Le vittime non sono identificabili a causa delle ustioni riportate.

Crans-Montana è una delle perle delle Alpi svizzere: adagiata a 1.500 metri nel Canton Vallese, a pochi chilometri dal Cervino, la località è meta prediletta del turismo internazionale d’élite, celebre per le piste da sci, il golf e l’après-ski esclusivo. Proprio nel cuore di questa stazione mondana, intorno all’1:30, l’incendio ha divorato il locale affollato di turisti che festeggiavano il nuovo anno.

Le possibili cause della tragedia

Le fiamme si sarebbero propagate con estrema rapidità dalla discoteca al piano seminterrato, trasformandosi in quello che i vigili del fuoco definiscono “embrasement généralisé” – una fiammata che ha innescato una violenta deflagrazione. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, la manipolazione di dispositivi pirotecnici. Due testimoni hanno raccontato all’emittente BFMTV di aver visto una cameriera reggere una candela accesa su una bottiglia, che avrebbe incendiato il soffitto in legno. Il locale disponeva di un’unica via di fuga attraverso una scala stretta.

Oltre agli avventori del locale, diversi membri della comunità ebraica sono rimasti feriti dall’esplosione; uno risulta ancora disperso. Le autorità prevedono vittime di diverse nazionalità. Il paziente più giovane ricoverato ha 16 anni.

Tajani: non si possono escludere italiani tra vittime

Il Canton Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza. Dieci elicotteri, 40 ambulanze e 150 operatori sono stati mobilitati. Gli ospedali vallesani hanno raggiunto la saturazione, con trasferimenti verso Losanna, Ginevra e Zurigo. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha rinviato il discorso di Capodanno.

La Farnesina ha attivato l’Unità di crisi e l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado si è recato sul posto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che non si può escludere la presenza di cittadini italiani tra le vittime. Per i familiari è stato istituito un punto di raccolta al centro congressi Le Regent e una linea telefonica internazionale dedicata: +41 848 112 117.

L‘ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, arrivato sul posto sin dalle prime ore, ha spiegato: “Qui a Crans Montana ci sono connazionali che chiedono di familiari di cui non riescono ad avere notizie al momento. Qui ci sono radunate una cinquantina di persone”.

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