Mentre si continuano a diffondere dettagli sugli assassini di Bondi Beach, si moltiplicano gli eventi in solidarietà con le vittime della strage di Hanukkah. Uno di essi si è svolto lunedì sera a Londra di fronte a Westminster, sede del Parlamento britannico.
Nonostante le molte dichiarazioni di vicinanza, il compito di organizzare l’iniziativa è stato nuovamente assunto dalla Campagna Contro l’Antisemitismo (CAA), che nei mesi passati ha costantemente denunciato la mancanza di azione governativa contro le manifestazioni, messaggi e atti di contenuto antisemita che si sono moltiplicati anche nel Regno Unito, anche se si inizia a registrarne una sensibile riduzione.
Lunedì era immediatamente riconoscibile una scelta alternativa alle piazze urlanti e inneggianti alla violenza: silenzio e solidarietà si sono raccolti intorno a una grande Hanukkiah, che è stata accesa di fronte al Parlamento.
Un rappresentante di CAA ha parlato della volontà dei partecipanti di “portare la luce nell’oscurità. Piangiamo i morti e celebriamo la resistenza della vita ebraica di fronte a coloro che ci vogliono colpire, nello spirito di Hanukkah”.
Le comunità ebraiche non si sentono tutelate da dichiarazioni occasionali ma chiedono interventi concreti per porre fine a questa ondata di violenza verbale, che glorifica il terrorismo islamista e i suoi fiancheggiatori, con conseguenze prevedibili.
Alla marcia contro l’antisemitismo del 7 settembre fu vista con rammarico l’assenza del premier Starmer e di figure guida del Labour. Parteciparono invece esponenti dei Conservatori e di Reform, ulteriore segno degli spostamenti tettonici dell’antisemitismo politico in assenza di messaggi chiari.
Lunedì i rappresentanti dei tre partiti principali sono intervenuti tutti, senza defezioni.
Anche in ambito ecclesiastico si sono notate molte iniziative contro gli attacchi israeliani ai territori occupati da Hamas, ma mancano ancora segnali paragonabili di reazione all’antisemitismo diffuso nelle strade britanniche. C’è ancora tempo per recuperare.
“Hanukkah ricorda la lotta ebraica contro l’oppressione antisemita in un’altra epoca e ci invita a raddoppiare i nostri sforzi in quella stessa lotta oggi.
Non ci lasceremo intimidire dai terroristi, né permetteremo che i nomi dei caduti vengano dimenticati.”
Lunedì sera, alle luci festive natalizie si sono aggiunte quelle del grido di speranza delle comunità ebraiche e dei cittadini che si oppongono alla violenza. La parola passa ora nuovamente al Parlamento.
