Vannacci, passata la tempesta: tanta tensione nella Lega. Toto-nomi per il nuovo vice ma Salvini deve combattere gli scioperi

MATTEO SALVINI MINISTRO

È passata la tempesta vannacciana. Nessun terremoto politico nella maggioranza. Eppure, tra le fila del Carroccio, c’è tensione.
Il leader leghista Matteo Salvini ha convocato ieri il consiglio federale: è sicuramente forte l’esigenza nel partito di trovare una quadra, e anche rinnovare la compattezza della squadra, perché l’addio al veleno dell’europarlamentare Roberto Vannacci è stato fonte di diversi malumori interni. Del resto, è comune la percezione che a Vannacci sia stato dato troppo spazio e troppo peso: la Lega, un partito dalla forte militanza, mai aveva posto ai suoi vertici un “ultimo arrivato” che sì, avrà preso 500mila preferenze alle europee, ma di “spirito padano” ha sempre avuto ben poco.

Ora che il posto da Vicesegretario federale è rimasto vacante, è iniziato il toto-nomi. Pur avvolta nella nebbia, sembrerebbe prender piede l’ipotesi che per quel posto spetterebbe a Luca Zaia – il governatore più amato d’Italia, che oggi presiede il Consiglio regionale del Veneto – magari abbinato a deleghe più operative e non di semplice rappresentanza. Voci, perché comunque Zaia non si è espresso. Salvini, invece, ha dichiarato in merito, “Zaia è un grande, ma ogni cosa a suo tempo”, chiarendo poi che la questione della nomina “non è all’ordine del giorno”. Mentre internamente le acque restano agitate, un’altra grana è alle porte per il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: gli scioperi aerei del 16 febbraio e del 7 marzo sono al momento confermati.

Non è servito il tavolo con i sindacati al ministero, né tantomeno l’invito del Garante a spostare le manifestazioni in date che non si sovrappongano con le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano-Cortina. I sindacati si sono dimostrati inflessibili e la risposta di Salvini non si è fatta attendere. “Stiamo lavorando alla precettazione” ha dichiarato il ministro, “i sindacati che ignorano le richieste del Garante e le proposte di mediazione del Ministero si dimostrano irresponsabili e anti-italiani”. Sì, perché pensare di bloccare il traffico aereo mentre si svolgono le Olimpiadi è chiaramente una provocazione. I sindacati forse fingono di non vedere il punto, ma è così: gli scioperi potrebbero realmente rallentare il traffico e creare problemi a chi deve raggiungere le destinazioni legate ai Giochi olimpici.

Salvini ha poi precisato, “il diritto di sciopero va garantito ma non durante lo svolgimento di una manifestazione che due miliardi di persone stanno guardando”. Preoccupano, infatti, oltre i possibili disagi che le proteste potrebbero causare, anche i danni d’immagine in un momento così delicato dal punto di vista comunicativo per l’Italia. Le Olimpiadi in corso sono una vetrina: ora negli schermi di tutto il mondo si sta proiettando un ritratto positivo ed efficiente del nostro Paese. È un risultato frutto di un lavoro costante e coordinato di migliaia di persone, di certo non del caso.