“Sulla vendita di Gedi il Governo si è mosso tempestivamente e abbiamo ribadito a tutti l’importanza per noi della difesa dei livelli occupazionali. Allo stato attuale non c’è nulla di deciso ma seguiamo la vicenda”. L’ultimo aggiornamento sulla vendita di uno dei più importanti gruppi editoriali italiani lo ha fornito pochi giorni fa Giorgia Meloni nella consueta conferenza stampa del Presidente del Consiglio di inizio anno, mentre il posto di lavoro di oltre un migliaio di colleghi vede un futuro incerto per la vendita del pacchetto da Exor ai greci del Gruppo Antenna.
Vendita Gedi al Gruppo Antenna, la trasparenza rimane un miraggio
Soltanto pochi giorni fa l’assemblea di redazione di Repubblica faceva presente di vivere le festività “con ben poca serenità”, con i giornalisti che ricordavano le domande fatta all’azienda di portare sul tavolo delle trattative le garanzie occupazionali e di linea politico-editoriale richieste un mese fa. Rassicurazione arrivate, ma non può dirsi lo stesso per le garanzie. E il fattore trasparenza, a detta della redazione, “rimane ancora un miraggio”.
Vendita Repubblica, nelle locali si lavora senza contratto
I dubbi non investono soltanto gli assunti, ma anche i collaboratori dei quotidiani. Per Repubblica in particolare i contratti Co.Co.Co delle redazioni locali, come appreso dal Riformista, sono scaduti formalmente a fine 2025 e ancora fermi, in stand-by, in attesa di rinnovo e di un via libera definitivo successivo allo stanziamento del budget. Una situazione certamente non inedita, ma a differenza degli anni passati (dove i contratti venivano firmati pochi giorni dopo l’inizio del nuovo anno entrando in vigore retroattivamente) ampi gruppi di professionisti non riescono neppure ad avere un orizzonte mensile sul loro futuro con GEDI e sul loro stipendio. A metà mese nelle locali non si ha ancora risposta, si lavora senza un contratto, “sulla fiducia”, e i quotidiani continuano ad uscire. Lo stato attuale è questo. Chissà se il governo ne è al corrente.
