Veneto, il campo largo mostra le sue crepe. La vera partita è a Venezia per il successore di Brugnaro

Se la Lega offre un fianco scoperto con una candidatura non territoriale, il centrosinistra prova a infilare la lama nella fessura. La narrazione è pronta: noi del posto, loro i paracadutati. L’indigeno contro il foresto, come hanno titolato i giornali locali. Una chiave che in Polesine tocca corde identitarie profonde. Ma tra il racconto e i fatti, anche per la coalizione progressista, la distanza merita di essere misurata.

Nel collegio di Rovigo il candidato unitario è Giacomo Bovolenta, presidente provinciale di Italia Viva, avvocato polesano. Alla presentazione ufficiale PD, Italia Viva e AVS si sono mostrati compatti e combattivi, accusando la Lega di mancare di rispetto al Polesine con un candidato imposto dall’esterno. Tutti uniti. Almeno nella conferenza stampa. Perché il campo largo, a guardarlo da vicino, presenta le sue crepe. Il Movimento 5 Stelle provinciale si è sfilato: non sosterrà un esponente di Italia Viva scelto senza confronto. Le Civiche Venete hanno denunciato un Polesine reso irrilevante nelle scelte. Perfino Rifondazione ha chiesto metodo più partecipato. Il paradosso è eloquente: il centrosinistra accusa il centrodestra di imporre candidati dall’alto, e fatica a costruire un processo decisionale condiviso al proprio interno. A Selvazzano-Padova il quadro è più semplice: il candidato PD Stivanello non genera tensioni, ma il collegio è blindato.

Il punto strategico è un altro. Le suppletive, per il centrosinistra veneto, non sono un fine ma un mezzo. La vera partita è Venezia, dove si vota entro giugno per il successore di Brugnaro. Lo scarto rispetto al centrodestra nei collegi polesani e padovani confluirà nel calcolo politico che precede la scelta del candidato sindaco. Se il campo largo si presenta spaccato a Rovigo il segnale che arriva in laguna è quello di una coalizione che predica unità e pratica frammentazione. Se invece Bovolenta costruisce una campagna credibile sui temi del Polesine — sanità territoriale, trivellazioni, erosione dei servizi — il centrosinistra potrà dire di aver giocato una partita vera in un collegio che tutti davano per chiuso. Nella lunga marcia veneta dell’opposizione non sarebbe poco.