Veneto, il comparto orafo-gioielliero vicentino è un’eccellenza. Ma il 2025 ha segnato una brusca inversione

La manifattura veneta rappresenta da decenni una delle dorsali portanti dell’economia regionale. Con un PIL stimato in crescita dello 0,5% nel 2024 e proiezioni al +0,8% per il 2025, il Veneto si conferma terza regione italiana per produzione di ricchezza. Un tessuto produttivo a vocazione fortemente industriale, dove le esportazioni rappresentano quasi il 42% del PIL regionale.

Veneto, il comparto orafo-gioielliero vicentino è un’eccellenza

In questo contesto di solidità strutturale ma anche di fragilità congiunturali, il comparto orafo-gioielliero vicentino offre una fotografia emblematica delle sfide che attraversano l’intera manifattura: eccellenza riconosciuta a livello mondiale, ma esposta a turbolenze geopolitiche e urgenze di trasformazione. Il distretto, che si estende da Vicenza a Bassano del Grappa e Trissino, a giugno 2025 conta 601 aziende con circa 4.900 addetti, di cui 350 imprese artigiane. Numeri che posizionano Vicenza come cuore pulsante dell’oreficeria italiana, concentrando oltre il 51% delle aziende orafe venete.

Il 2025 ha segnato una brusca inversione

Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni vicentine hanno raggiunto 1,89 miliardi di euro, pari al 19,4% del totale nazionale. Ma il 2025 ha segnato una brusca inversione dopo un triennio di crescita. I dati presentati a VicenzaOro January 2026 dalla presidente di Confindustria Federorafi, Maria Cristina Squarcialupi, fotografano un -15,2% dell’export nazionale nei primi nove mesi, con una perdita stimata di circa 2 miliardi proiettando i dati a fine anno. Le cause sono intrecciate: l’instabilità geopolitica mediorientale, la volatilità dei metalli preziosi con l’oro che ha toccato oltre cinquanta massimi storici nel 2025, i dazi americani del 15% da agosto e la nuova imposta turca del 6% sui semilavorati. A queste sfide esterne si sommano criticità strutturali: nel 2024 il 71,6% delle posizioni per orafi è risultato di difficile copertura, con il ricambio generazionale che emerge come nodo cruciale.

Dura vita per l’orafo contemporaneo

L’orafo contemporaneo deve padroneggiare competenze ibride che integrano maestria artigianale e strumenti digitali: software CAD, stampanti 3D, manifattura additiva. Una trasformazione che richiede investimenti formativi e dialogo tra scuole, imprese e istituzioni. Eppure, proprio nella capacità di adattamento risiede la forza del distretto. L’Italia rimane terza manifattura orafa mondiale, dopo Cina e India. Le imprese vicentine reagiscono puntando sull’aggregazione dimensionale, sulla diversificazione verso nuovi mercati e sull’innovazione tecnologica.

Le opportunità di rilancio

Il comparto mostra anche caratteristiche occupazionali virtuose: il 51% della forza lavoro è femminile, il 93% dei contratti è a tempo indeterminato. Segnali di solidità che tuttavia necessitano di politiche industriali incisive per accompagnare le trasformazioni in corso. Il futuro del distretto vicentino dipenderà dalla capacità di trasformare queste sfide in opportunità di rilancio strategico.