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Veneto, le Olimpiadi lasceranno collegamenti e infrastrutture. Ma senza servizi le famiglie sono pronte a salutare
Una farmacia per comune. Sei negozi di alimentari contro gli undici della media regionale. Un’edicola sola. Trentacinque uffici postali su cento che aprono a giorni alterni. È la fotografia della montagna bellunese oggi, prima ancora che si accenda la fiaccola olimpica. Il 23 febbraio i Giochi si chiuderanno, e la domanda vera non riguarderà le medaglie: riguarderà cosa resta.
Le scuole per l’infanzia nel Bellunese sono 2,7 ogni cento chilometri quadrati, contro le 11 della media regionale. Le primarie 2,5 contro 9,3. Il punto nascite di Pieve di Cadore è stato chiuso; quello di Belluno vede un numero di parti sempre più vicino alla soglia critica. In alcune frazioni il postino non passa per giorni. Senza servizi, le famiglie se ne vanno. E senza famiglie, i servizi chiudono. È una spirale che le nuove strade, da sole, non possono spezzare. Anzi: un collegamento più rapido con la pianura può rendere più facile restare, ma anche più semplice partire. Chi deve raggiungere un ospedale, una scuola superiore, un ufficio pubblico impara presto che la montagna è fatta di distanze, e che accorciarle non basta se dall’altra parte non c’è nulla.
La nuova legge sulla montagna, malgrado i difetti di cui parliamo in questa pagina, prova a intervenire. Chi lavora tre anni in un comune montano ottiene titoli preferenziali nei concorsi pubblici. Medici e insegnanti che si trasferiscono ricevono crediti d’imposta fino a 2.500 euro annui. In sanità, ogni anno di servizio in alta quota vale doppio per i punteggi. Sono strumenti nuovi, ancora da rodare, ma che riconoscono un principio: la montagna ha bisogno di persone che la abitino.
I sindaci lo ripetono da anni. “Le nostre comunità non necessitano soltanto di investimenti, ma di servizi finanziabili con la spesa corrente”. Una scuola che resta aperta, un ambulatorio che non chiude, un autobus che passa con regolarità, una connessione internet che consenta di lavorare da casa: è su questi elementi, minuti e decisivi, che si gioca la partita vera. Le Olimpiadi lasciano un’eredità di collegamenti e infrastrutture senza precedenti. Nel frattempo, dal 2019 al 2024, il numero di imprese attive in provincia è sceso sotto le tredicimila unità: nel solo Feltrino il calo è stato dell’11,6%.
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