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Venezuela, Delcy Rodríguez presidente ad interim: ha convinto Trump con la sua gestione dell’industria del petrolio
A poco più di 24 ore dalla cattura di Nicolás Maduro la Corte Suprema di Giustizia venezuelana affidato alla vicepresidente Delcy Rodríguez il compito di assumere la presidenza ad interim per garantire la continuità amministrativa e la difesa della nazione. Decisione obbligata, quella dei giudici, che non hanno ancora dichiarato Nicolás Maduro permanentemente incapace, il che avrebbe comportato elezioni anticipate entro 30 giorni. Una scelta appoggiata dagli Stati Uniti: “È disposta a fare ciò che riteniamo necessario per far sì che il Venezuela torni ad essere grande”, ha dichiarato Trump, rivelando che Rodriguez ha avuto un colloquio con il segretario di Stato Marco Rubio, durante il quale avrebbe affermato: “Faremo tutto ciò di cui avete bisogno”, mentre soltanto ieri Rodríguez aveva ha definito la cattura del presidente e della first lady un “sequestro”, denunciando violazioni del diritto internazionale e accusando le forze statunitensi di aver “attaccato brutalmente” l’integrità territoriale del Venezuela.
Chi è Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela
Rodríguez, 56 anni, è nata a Caracas e si è formata in ambito giuridico all’Università Centrale del Venezuela. Da più di due decenni rappresenta uno dei volti più influenti del chavismo, il progetto politico avviato da Hugo Chávez e proseguito da Nicolás Maduro dopo la sua scomparsa nel 2013. Insieme al fratello Jorge Rodríguez, oggi alla guida dell’Assemblea Nazionale, ha occupato negli ruoli di primo piano nelle istituzioni venezuelane. Tra il 2013 e il 2014 ha guidato il Ministero della Comunicazione e dell’Informazione, per poi assumere la direzione della Farnesina venezuelana dal 2014 al 2017. Durante il suo mandato alla politica estera, ha sostenuto con fermezza l’esecutivo di Maduro di fronte alle critiche della comunità internazionale, respingendo le accuse di deriva autoritaria e di violazioni dei diritti umani.
Rodríguez ha convinto Trump con la sua gestione dell’industria del petrolio
Rodríguez eserciterebbe anche una forte influenza sul Ministero della Difesa. Nel ruolo di capo della diplomazia ha rappresentato il Venezuela in contesti internazionali come le Nazioni Unite, dove ha denunciato i tentativi di alcuni Paesi di destabilizzare la nazione sudamericana. Nel 2017 è stata eletta presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, contribuendo a rafforzare i poteri del governo dopo la sconfitta alle legislative del 2015. All’inizio del secondo mandato presidenziale di Maduro, nel 2018, è stata nominata vicepresidente, incarico confermato anche nel terzo mandato iniziato il 10 gennaio dello scorso anno, successivo alle contestate elezioni del 28 luglio 2024. Fino all’arresto di Maduro ha inoltre ricoperto il ruolo di principale responsabile della politica economica del Paese e quello di ministra del Petrolio. Proprio secondo il New York Times, avrebbe impressionato i funzionari di Donald Trump grazie alla sua gestione dell’industria, cruciale per le sorti del Venezuela.
Attacco a Caracas, decine di morti. Maduro in carcere a Brooklyn
Nel frattempo lo stesso New York Times, citando fonti venezuelane, rende noto un primo bilancio sul numero di morti dell’attacco militare a Caracas: sono almeno 40, tra civili e militari, le persone uccise nell’ambito della missione della CIA che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Si tratta di un bilancio ancora provvisorio. Trump ha negato la morte di soldati americani, pur ammettendo che alcuni militari potrebbero essere rimasti feriti. Nicolás Maduro è stato trasferito nelle scorse ore al Metropolitan Detention Center (Mdc) di Brooklyn, un carcere federale che in passato ha ospitato detenuti di alto profilo: la prossima settimana sarà in tribunale per rispondere di accuse legate a narcotraffico e possesso di armi.
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