Dimissioni. Basta un’inchiesta, qualche precedente scioglimento per infiltrazioni camorristiche e ogni nuova amministrazione comunale nasce zoppa, macchiata da un pregiudizio, dai quei dogmi imposti dai paladini dell’Antimafia che spesso si ritrovano anche tra i banchi della maggioranza salvo poi fare un passo indietro dopo la prima indagine giudiziaria (che ovviamente non è una sentenza definitiva). Ma tant’è. La Procura fa il suo lavoro e il Pd nazionale e regionale emette subito la sua sentenza.

Il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza “deve dimettersi” perché due ex consiglieri del campo largo, uno dei quali indagato, risultano coinvolti in una inchiesta della Dda napoletana guidata da Nicola Gratteri sul clan D’Alessandro. Da qui il passo indietro di Sandro Ruotolo, eurodeputato dem nonché componente della segreteria nazionale di Elly Schlein nonché consigliere comunale del comune stabiese (anche se con poche presenze all’attivo), che ha rassegnato le proprie dimissioni a fine dicembre scorso, un mese prima della nomina della commissione d’accesso, insediatasi il 29 gennaio.

Sindaco Vicinanza dopo appena 19 mesi di amministrazione è intenzionato a fare un passo indietro?
«L’ho detto in consiglio comunale e lo ripeto: se fossi convinto che le mie dimissioni rappresentassero un colpo alla camorra, le rassegnerei immediatamente».

E la commissione d’accesso?
«È benvenuto tutto ciò che serve per fare chiarezza, trasparenza e certificare il buon lavoro di questa amministrazione, fugando dubbi e insinuazioni sul nostro lavoro. Anche perché ritengo che il vuoto politico è solo un favore alla camorra».

In una intervista a Repubblica ha invitato Schlein a Castellammare.
«A mio avviso la segretaria del Pd, partito a cui io non sono iscritto, deve venire a vedere di persona com’è difficile, com’è faticoso governare una realtà come una città media del Mezzogiorno d’Italia. Perché se il Pd e la Schlein vogliono candidarsi a governare il Paese devono fare i conti con l’amministrazione di realtà complesse come le nostre, dove il sindaco, spesso, è l’unico riferimento dello Stato e al quale i cittadini chiedono di occuparsi della monnezza, delle buche, del traffico, ma anche della pace del mondo e dei problemi familiari. Avverto la solitudine dei sindaci che alla fine sono quelli che stanno a contatto quotidianamente con i problemi dei cittadini».

Che bilancio fa del suo primo anno e mezzo da sindaco?
«A Castellammare l’instabilità amministrativa degli ultimi decenni ha favorito proprio l’Antistato. Il lavoro che abbiamo fatto in questi 19 mesi è quello di sottrarre pezzi di città al degrado e dunque alla sfiducia, alla disillusione, alla paura dei cittadini. Quando inauguro in tempi record una nuova scuola nel quartiere di Scanzano oppure un campo giochi in un altro quartiere è proprio la camorra che colpiamo. Così come restituire dopo 50 anni la spiaggia gratis, grazie alla bonifica del mare ad opera della giunta regionale, va a colpire interessi economici forti. Vuoi vedere che forse l’aver detto troppi no ha dato fastidio a qualcuno? Parliamo di circa 80mila metri quadrati di spiaggia che finché sarò sindaco non darò in concessione a nessun privato. Poi mi faccia aggiungere anche un’altra cosa».

Prego.
«Abbiamo più di 30 cantieri aperti, stiamo lavorando sui beni confiscati e uno è stato inaugurato nei mesi scorsi. Un’altra cosa da capire è che l’amministrazione comunale non ha l’esclusiva della lotta alla camorra che spetta innanzitutto allo Stato, alle forze di polizia, alla magistratura».

La sorprende la posizione del segretario regionale Piero De Luca?
«Mi ferisce personalmente ma la considero un errore politico perché proprio il Pd non si può ritirare di fronte alle difficoltà. Anche a Torre Annunziata è arrivata la commissione d’accesso da diverse settimane, a Sorrento lo scorso maggio il sindaco è stato arrestato ma il focus è solo su Castellammare, come se fosse l’epicentro del potere camorrista».

Deluso anche da Sandro Ruotolo?
«Il contributo che ha dato a Castellammare, come da lui stesso detto in Consiglio Comunale, è quello di aver fornito il mio numero di telefono all’eurocommissario Fitto perché la città ha un problema di rigenerazione urbana importante».

L’ha chiamata Fitto?
«Ovviamente no».

Che cosa dice ai cittadini di Castellammare?
«Da loro incontro grande sostegno e solidarietà. Il 15 gennaio scorso in una manifestazione pubblica da noi organizzata contro la camorra erano in centinaia. C’era anche l’ex procuratore generale Luigi Riello e la deputata 5 Stelle Carmen Di Lauro».

Dai politici dem le è arrivata vicinanza?
«Certo, ho ricevuto tante telefonate ma non farò i nomi».

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.