I nostalgici delle manifestazioni pro-Hamas possono stare tranquilli: l’eredità della loro impegnata indignazione non sarà dispersa ai quattro venti. Certamente, non si esaurirà presto. Sì, in Medio Oriente hanno firmato la pace, «ma non è una vera pace», si affrettano a dire i simpatizzanti dei miliziani in Europa.
I manifestanti, gli occupanti, gli antagonisti che cosa faranno adesso, alle nostre latitudini? Quali forme prenderà la carica di violenza, di manipolazione, di odio antisemita con cui hanno concimato il verminaio europeo seguito al 7 ottobre 2023? Come sempre, attraverso i rivoli carsici della storia e i corridoi sotterranei dell’ideologia, una volta accesa la miccia, prima o poi, qua e là, tenderà a esplodere. La carica a molla non rilascia mai subito tutta la sua energia. Ma nel tempo, con modalità variabili e in posti diversi, determina un moto che – sempre più remoto – tende al caos.
Così mentre tacciono le armi di Hamas nella striscia di Gaza, succede che nell’isola di Oleron, Sud della Francia, un uomo ha travolto dieci persone con la sua auto prima id urlare “Allah Akbar!”. Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con la sua ministra degli Interni, Laurent Nunez. Si indaga per terrorismo su un episodio «di una violenza cieca e deliberata», dirà il presidente del Rassemblement National (Rn), Jordan Bardella. Per una perfidia del caso, nell’attacco è rimasta gravemente ferita anche Emma, una 22enne collaboratrice parlamentare del partito di Marine Le Pen e Bardella. Il bilancio è di cinque persone travolte, tra cui due gravemente ferite. Naturalmente, l’estrema destra francese può cavalcare con ragione gli ottimi spunti forniti dalla sponda islamista: «Pensiamo a tutte le vittime e ai loro famigliari scioccati e preoccupati. In particolare a Emma, 22 anni, militante e collaboratrice Rn all’Assemblea nazionale, che è stata falciata da questo individuo mentre faceva jogging», ha dichiarato Bardella. La notizia non è isolata.
Perché nelle stesse ore, in Germania, le costanti minacce islamiche ai tradizionali mercatini di Natale, sempre più onerose e complesse, stanno imponendo agli organizzatori una stretta. In Nordreno-Vestfalia, la città di Overath è stata tra le prime a cancellare il tradizionale mercatino di Natale. L’evento che avrebbe dovuto tenersi attorno alla chiesa di St. Walburga, previsto per la prima domenica d’Avvento, salta perché l’associazione di marketing cittadino non riesce più a sostenere spese lievitate per transenne, addetti alla vigilanza e piani di emergenza: nell’ultimo anno e mezzo sono state spese 20.000 euro per la vigilanza diurna e notturna che la municipalità non può più sostenere.
Un recente verdetto del Tribunale amministrativo di Berlino impedisce di ribaltare questi costi sugli organizzatori privati, ma il Comune non intende farsene carico. Per evitare oneri simili, la vicina Kerpen ha ribattezzato l’evento “Genussmarkt im Advent”, Mercatino del gusto nell’Avvento, evitando di parlare esplicitamente del Natale: una formula più leggera dal punto di vista autorizzativo. Il timore di responsabilità e richieste aggiuntive delle autorità, cresciute dopo vari allarmi, frena anche i volontari e i piccoli esercenti. Secondo la stampa tedesca, cancellazioni o ridimensionamenti si registrano anche a Rostock, ad Amburgo-Rahlstedt e al castello Bodelschwingh di Dortmund, segnale di una tendenza nazionale che mette a rischio i mercatini locali più piccoli.
L’Italia non è affatto estranea né alle minacce, né alla ricerca di contromisure valide. Nelle more delle celebrazioni della Giornata delle Forze Armate, i vertici militari si sono riuniti in più occasioni. E gli esperti di guerra ibrida torneranno a farlo domani, alla sala Spadolini del Ministero della Cultura per un incontro su “Difesa e Sicurezza”. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ieri conferendo le onorificenze all’Ordine militare ha parlato con toni accesi del dovere di tenere alta la guardia. «La situazione internazionale ha assunto, imprevedibilmente, caratteri e modalità preoccupanti: abbiamo di fronte un contesto di grande complessità, in cui alle Forze Armate sono richieste nuove tecnologie e nuove competenze, necessarie per fronteggiare minacce al pacifico confronto nel rispetto del diritto internazionale», ha detto il Presidente della Repubblica.
Le minacce islamiche si moltiplicano, gli episodi si succedono. E si ibridano. Sui droni in Belgio, che hanno paralizzato il traffico aereo sul crocevia delle istituzioni europee per il quarto giorno, una pista porta all’area di Molenbeek. La terra di nessuno nella banlieue di Bruxelles potrebbe fornire manovalanza a basso costo – e una vera e propria infrastruttura di operazioni sporche – al servizio di potenze straniere interessate ad investire sulla strategia del caos in Europa.
