Metti un importante progetto imprenditoriale in una piccola città di provincia e tutto rinasce: case, negozi, scuole. Tutto quello che l’inverno demografico e una crescita economica stagnante spegne, l’impresa fa riviere.
Stimola visioni, rifonde fiducia, forse anche quella di fare figli.
Così sta accadendo nella piccola Gorizia, poco più di 30 mila anime nell’estremo nordest italiano che ha da poco festeggiato, con la vicina Nova Gorica, l’anno della Capitale Europea della Cultura.
Un baratro commerciale scandito da una distesa di negozi sfitti, il calo della natalità, poca e per lo più piccola impresa e la provincia si svuota. I pochi giovani scappano alla ricerca di miglior fortuna, chi resta vuole e allo stesso tempo piange immobilismo.
Un mantra che taglia trasversalmente migliaia di piccole città italiane che iniziano a “rubarsi” residenti a colpi di servizi, marketing e welfare (senza particolari slanci invero dato che i bilanci, come sempre, languono).
Poi arriva l’azione: un imprenditore (Renato Facchetti della 19 01 Holding) porta la sua idea, cinque anni fitti di realizzazione di hangar per l’assemblaggio di nuovi arei anfibi antincendio di ultima generazione destinati a ridefinire gli standard mondiali dei “bombardieri d’acqua” fermi ai Canadair dei primi anni ’60. 1200 assunzioni, coordinamento col territorio, spazi, strade, vicinanza alle piste e al mare per i collaudi. E poi così tanti matematici, esperti di Ai, cybersecurity, ingegneri e tecnici aeronautici che meglio formarne in casa nelle scuole del territorio che sperare di trovarne sul mercato in tempi di crisi vocazionali STEM.
Tutto si rianima e nella comunità torna nuova speranza.
E da cosa nasce cosa: la previsione di una filiera di alte professionalità, la ricerca tecnologica, nuovi dati statistici, assicurativi, ingegnerie per problemi che inaridiscono il Pianeta piegato dagli incendi per spazi grandi almeno 13 volte l’Italia.
Così l’iniziativa di un imprenditore diventa una medicina collettiva mostrando la più alta virtù del suo operato che non è solo quello di offrire soluzioni di business e generare posti di lavoro ma anche e soprattutto mostrare l’unico vero strumento contro il declino economico e sociale generale, financo compresa la denatalità: la cultura dell’impresa e del lavoro.
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