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La solidarietà Ue ha anche il volto dei suoi funzionari

La solidarietà Ue ha anche il volto dei suoi funzionari

Non c’è dubbio che l’Europa – o meglio, l’Ue, l’istituzione composta dai 27 stati europei membri, che è casa anche dell’Italia, e non l’entità terza e ostile ai nostri interessi che alcuni vorrebbero farla apparire – negli ultimi mesi è riuscita a dimostrare quella solidarietà senza precedenti che tanti nel nostro Paese hanno implorato, quando non hanno preteso. Soprattutto a seguito della crisi epocale rappresentata dalla pandemia di Covid-19.

La decisa risposta europea, senza precedenti, sembra aver ora calmato persino alcuni degli animi più agitati dall’inedito e antistorico antieuropeismo di alcuni. E non possiamo che essere felici nel vedere sempre più sovranisti illuminati, se non proprio folgorati, sulla via di Bruxelles. Senza perdere mai la speranza che presto, parlando non solo alla pancia, ma anche alla testa ed al cuore del Paese, si comincino ad indossare persino felpe con la bandiera blu stellata (di ispirazione Mariana) dell’Ue.

Siamo infatti da sempre convinti che non c’è alcuna speranza per l’Italia fuori dell’Ue, come non c’è speranza – e l’hanno capito anche i cosiddetti paesi “frugali” – per l’Ue senza Italia.

E prova ulteriore di questa convinzione proviene, oltre alla potenza di fuoco messa a disposizione da Bruxelles per aiutare l’Italia e gli altri paesi più colpiti dalla pandemia – anche se oggi è molto difficile, trattandosi di pandemia, dire chi è e sarà davvero più colpito, visto che il virus sta flagellando il mondo intero -, non vanno dimenticate le tante azioni di solidarietà messe in atto da inizio primavera da parte dei funzionari delle istituzioni europee.

Solo la Commissione Europea, che è la più grande istituzione Ue, ha circa 33.000 dipendenti. I quali, seppure in numero molto ridotto (pensando ad esempio ai 48.000 dipendenti del Comune di Roma e delle sue municipalizzate, o ai 52.000 di Parigi), operano – in 24 lingue ufficiali e 3 di lavoro – presso 8 servizi, 19 direzioni generali e 11 servizi interni, e 5 direzioni generale per le relazioni esterne (estere). Assieme allo staff di 6 agenzie esecutive, il personale della Commissione Europea é impiegato in circa 40 sedi di servizio nell’Unione europea, e 140 delegazioni (una ventina in più delle ambasciate italiane) al di fuori dell’Unione, in tutto il mondo. 

“Inutile dire quanto sia importante per noi la situazione attuale e futura della pandemia Covid-19 in tutti gli Stati membri, ma anche presso le sedi di servizio dei nostri colleghi nelle delegazioni fuori dell’Ue. Il Comitato centrale del personale – ci ha detto il suo presidente, l’Italiano Ignazio Iacono – sostiene le azioni delle diverse Associazioni del nostro personale in tutte le sedi di servizio, ed è entusiasta della solidarietà che queste associazioni mettono in campo. Abbiamo registrato numerose risposte di solidarietà da parte del personale Ue, sia  individualmente che collettivamente o tramite associazioni del personale.”

Tra le diverse azioni di solidarietà, merita essere segnalata quella del gruppo di funzionari europei riuniti sotto la sigla EUStaff4Climate (nato all’origine con finalità di supporto alle azioni di salvaguardia del pianeta dai cambiamenti climatici) che,  in collaborazione con la Fondazione belga Re Baldovino (Fondation Roi Baudoin), ha creato un fondo col quale il personale dell’Ue offre dall’8 aprile, a titolo volontario, una risposta concreta e con le proprie tasche, alla crisi Covid-19.

Il Fondo, attraverso la donazione di un minimo del 2% dello stipendio dei funzionari dell’Ue, è riuscito a dare un aiuto concreto alle esigenze immediate delle agenzie di protezione civile, degli ospedali, delle organizzazioni sanitarie e delle ONG impegnate nell’emergenza.  Inizialmente gli sforzi sono stati concentrati su Italia, Spagna e Romania, dove le esigenze di attrezzature mediche, forniture e assistenza sono state più urgenti.  Per sportarsi in un secondo tempo, in base all’evoluzione della crisi, in altri 5 paesi dell’Ue, secondo le priorità.

 

I primi risultati di quest’azione sono stati presentati il 16 ottobre, durante una videoconferenza con i donatori, presieduta da David O’Sullivan, Segretario Generale emerito della Commissione Europea, che ha assunto l’alta direzione dell’iniziativa. Tra i testimonial dei beneficiari degli aiuti, erano presenti Francesca Bocchini (di Emergency), Irina Vasilescu (di Pe Stop, Romania), Ángel M. Franco (della Federación de los Bancos de los Alimentos, Spagna) e Stefan Schaefers, Direttore della Fondazione Rois Baudoin.

Sinora, secondo uno degli animatori dell’iniziativa, anche lui italiano, Bruno Mola, “dall’8 aprile ad oggi sono stati raccolti dalle tasche dei funzionari che hanno aderito alla nostra iniziativa 390.000€. Con una media mensile di circa 30.000€, provenienti da 2.000 donazioni ricevute da circa 950 colleghi di tutte le istituzioni europee, siamo riusciti a finaziare 20 progetti in ben 8 paesi dell’UE. Il primo beneficiario dei quali è proprio l’Italia”.

Il nostro obiettivo era mostrare una solidarietà europea che vada al di là degli steccati nazionali e dell’ambito locale in cui ciascuno ha il suo interesse diretto. Ma anche fare la nostra parte e prendere il nostro posto in quanto funzionari pubblici, al fianco dei cittadini e di coloro che lavorano ogni giorno sul campo per alleviare le difficoltà dei più vulnerabili”, ha aggiunto Mola. Precisando che si tratta di “un gesto di responsabilità, verso la società e il progetto europeo, ma anche verso la nostra cultura del servizio pubblico. Non una ricerca di gratificazione o visibilità individuale. E quanto a quelli che contrappongono salute umana e salute planetaria, per noi le due cose sono inscindibili. Perché preoccuparsi per il pianeta significa preoccuparsi per le persone che lo abitano: le due cose sono inscindibili ed è alla valorizzazione di questo legame che noi intendiamo puntare con la nostra azione.

Alle critiche, che non sono neppure mancate all’interno delle diverse sigle sindacali dei funzionari Ue, che un gruppo di colleghi con finalità di difesa dell’ambiente dai cambiamenti climatici abbia intrapreso un’iniziativa anti covid, ha voluto rispondere anche il Presidente del Comitato Centrale del Personale, Ignazio Iacono: “È molto importante che lo slancio per la difesa del clima non sia rallentato dalla situazione pandemica, che è ora la nostra priorità. Se guardiamo al futuro, la tutela dell’ambiente deve continuare ad essere una battaglia di lungo periodo, e deve rimanere al centro della nostra attenzione assieme alla battaglia contro la povertà. Questi tre elementi sono essenziali, come la speranza di sconfiggere il virus senza dimenticare gli altri flagelli. Il personale delle Istituzioni Ue ha saputo sempre dimostrare una solidarietà eccezionale, mettendovi spontaneamente a disposizione anche le proprie competenze, oltre che le risorse. Diverse azioni su larga scala come quella di EUstaff4Climate sono sempre state sostenute spontaneamente. Ma le associazioni del personale hanno sempre potuto contare sul mio sostegno ed una proficua collaborazione.

 

All’interrogativo di alcuni sulla scelta di destinare gli aiuti ad ONG come Emergency, piuttosto che alla Protezione Civile Nazionale, Mola ha così risposto: “le nostre valutazioni, che facciamo insieme alla fondazione Roi Baudoin, si basano su considerazioni di tipo tecnico, nonché di trasparenza e affidabilità delle organizzazioni e dei progetti che propongono. Emergency, oltre a portare assistenza sociale e sanitaria alla popolazione più vulnerabile in tutta Italia, ha avuto il grande merito di mettere la propria esperienza in tema di pandemie, sviluppata con ebola, a disposizione del servizio sanitario per accompagnarlo nella definizione dei protocolli di gestione del corona virus. Questo ha dato un contributo unico e significativo alla capacità di reazione del sistema sanitario in Italia. Quanto alla Protezione Civile, la tipologia dell’organizzazione e della loro raccolta fondi non permetteva di trasferire un contributo diretto a progetti, aree o azioni specifiche, né di avere una relazione diretta con il beneficiario dei fondi, che è un aspetto fondamentale per la nostra iniziativa. Inoltre, al momento del lancio del fondo, la Protezione Civile aveva raccolto già una quota molto consistente di fondi (120 milioni circa) di cui ne aveva spesi una quota relativamente ridotta (35 milioni, se ricordo bene dai dati disponibili sul loro sito). Il vero problema, in quel momento, non era la mancanza di fondi, quanto la scarsa disponibilità di materiale medico-sanitario sul mercato (respiratori, mascherine e altri dispositivi di protezione). Secondo i dati aggiornati periodicamente sul sito della Protezione Civile”.

Per un altro italiano, Cristiano Sebastani, leader storico del principale sindacato dei funzionari UE (R&D – Rinnovamento e Democrazia), “durante la crisi COVID, più che mai, è stato importante ricordare che la solidarietà è e deve rimanere sempre un valore comune. L’Europa basata sulla solidarietà da tutti a tutti è l’unica soluzione per arginare questa crisi e affrontare le sfide future che ci attendono.

Inoltre, la solidarietà deve essere ripristinata all’interno dell’Unione europea, che deve fare di più per ricostruire l’Europa, renderla più resiliente ed efficiente. E questo requisito è ora soddisfatto una nozione di urgenza. Ma la solidarietà non deve essere un vuoto “slogan” o un dato di fatto, ma qualcosa da dimostrare in ogni momento, con i fatti. Questo è ciò che R&D e il personale Ue hanno sempre fatto durante la crisi del Covid-19.

Citando infine la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, secondo la quale “un’anima forte brilla dopo ogni tempesta“, Sebastiani ha precisato che “nell’aiutare l’Unione europea a superare questa tempesta senza precedenti e ad uscirne dalla porta principale, i colleghi hanno dimostrato ancora una volta che l’istituzione può contare su un’impareggiabile risorsa, ovvero il suo personale. Dedito anima e corpo al progetto europeo.

E quando si tratta di forza, non si tratta di limitare le possibilità di dimostrarlo. Qualunque iniziativa è più che benvenuta. Quindi, se nel contesto della crisi Covid, come R&D abbiamo lanciato immediatamente un appello a favore della Fondazione Roi Baudoin per l’acquisto di attrezzature sanitarie, è con la massima convinzione che abbiamo anche sostenuto l’iniziativa dei colleghi riuniti sotto la sigla di EuStaff4Climate. Perché il motto europeo di “unità nella diversità” significa anche “la più grande unità di azione anche nella diversità delle iniziative di solidarietà messe in atto”.

Ora guardiamo al futuro, per prepararci alla seconda ondata e lavorare su una ricostruzione della nostra economica e società più sostenibile e giusta”, ci ha detto Mola, senza nascondere la fierezza per questa iniziativa dei funzionari Ue. Che c’è da sperare possa essere di esempio per molte altre funzioni pubbliche e categorie professionali. Perché la solidarietà è fatta di fatti. Molto più che di parole.

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