Lotito fa pulizia dentro la Lazio e punta ad incassare. Non una novità per il patron biancoceleste, impegnato in prima linea in una sessione di mercato per monetizzare il più possibile dal player–trading. Le singole cessioni sono puntini che uniti formano il disegno di un piano di ristrutturazione economico e di rosa che preoccupa i tifosi per il futuro sportivo, ma che in simili contesti societari assomigliano alla classica procedura di riduzione dei costi che precede la vendita del club.
Calciomercato Lazio, Lotito vende Romagnoli e Mandas
Monetizzare tutto per vendere o ripartire da zero? Lotito drizza le orecchie per qualsiasi offerta, e dopo le cessioni eccellenti di inizio mercato, Guendouzi e Castellanos (a cui si aggiungono quelle minori di Kamenovic, Marcos Antônio e Diego Gonzalez, per un totale di 47 milioni di plusvalenze), è pronto a dar seguito alle uscite. Il primo con le valigie pronte è Romagnoli, oggi con un piede in Qatar. Il corteggiamento dell’Al-Sadd di Roberto Mancini è forte. Sul piatto uno stipendio da circa 6 milioni di euro l’anno, con un’offerta ai biancocelesti ferma però a 7 milioni e mezzo, contro i 10 richiesti da Lotito. Se dovessero arrivare, il capitano saluterebbe. Certo di non vedersi riconosciuto – da parte della sua squadra del cuore – un rinnovo a 3 milioni e mezzo e alcune promesse economiche non mantenute. L’altra probabile pista sul fronte addii, novità di queste ultime ore, è quella di Mandas, che potrebbe salutare in direzione Bournemouth, non a titolo definitivo ma in prestito oneroso con obbligo di riscatto, per una cifra sui 20 milioni di euro. Una plusvalenza altissima per la Lazio che lo aveva pagato soltanto un milione.
Lazio, molti calciatori chiedono la cessione e Sarri non è più nel futuro
Un clima di incertezza generale che potrebbe spingere sempre più calciatori a chiedere la cessione a giugno valutando già da adesso le proposte di altri club. Ma il vero punto interrogativo è Sarri. Venerdì scorso ha avuto un incontro chiarificatore con il Presidente e il direttore Fabiani, ma il suo scarso coinvolgimento e le sue parole lo allontanano ogni giorno dal futuro della Lazio, un progetto che aveva ri-sposato con passione ed entusiasmo soltanto la scorsa estate. L’allenatore è rassegnato: “Il mercato lo fa la società”, si è limitato ad accettare. Lui allena chi c’è, senza alcun obbligo formale di portare a casa risultati, continua a lavorare e nessuno può imputargli colpe. Lotito – prigioniero del suo contrato – non può esonerarlo, e lo costringe a vivere in un ambiente completamente demotivato, a cui viene preclusa ogni possibilità di miglioramento e speranza di competizione.
Lazio, il taglio totale dei costi fa gola
Un contesto lavorativo che spingerebbe molti allenatori a dare le dimissioni, ma non Sarri. Il toscano attenderà fino al termine della stagione per salutare definitivamente, ma solo dopo aver chiuso l’accordo con un nuovo club, senza rinunciare ad un euro. Il messaggio che arriva è chiaro: la Lazio sta facendo un mercato per un’altra guida tecnica, disposta ad accettare una nuova rosa, di livello inferiore. Sempre che il taglio totale dei costi della Lazio non accenda gli interessi di un nuovo Presidente.
