Il restauratore: "Me lo ha chiesto il Vaticano"
Cancellato l’angelo-Meloni, il dipinto restaurato e le polemiche in San Lorenzo in Lucina: “Processione di persone per vederlo e non per pregare”
Il volto dell’angelo somigliante più che mai alla premier Giorgia Meloni è stato cancellato all’interno della Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Protagonista il restauratore Bruno Valentinetti che, dopo averlo realizzato nei giorni scorsi, ha coperto poche ore fa l’angelo-Meloni con della vernice. Al Corriere.it motiva così il gesto: “Me lo ha chiesto il Vaticano“. Lo stesso restauratore ha poi ammesso per la prima volta a Repubblica che il volto raffigurato era proprio quella della premier: “Ve bene, era lei, sulla falsa riga del dipinto che c’era prima”.
La cancellazione arriva al termine di giorni di polemiche, con il parroco, monsignor Daniele Micheletti, che dopo il restauro del dipinto ha spiegato ai cronisti il perché della rimozione: “Ho sempre detto che se fosse stato divisivo lo avremmo fatto. E poi c’era una processione di persone che venivano per vederlo non per ascoltare la messa o pregare… non era possibile”. Un sacerdote, non è chiaro se lo stesso Micheletti o un altro parroco, ha poi aggiunto ai cronisti presenti: “Il restauro lo ha cancellato chi l’ha fatto ma fino a ieri sera c’era, l’ho visto quando è terminata la Messa. È intervenuto il Vicariato dicendo che sarebbe stato cancellato e così è stato”.
Nei giorni precedenti anche il responsabile della comunicazione del Vicariato di Roma, Giulio Albanese, aveva spiegato che sul ripristino dell’opera “ancora non è stata presa una decisione”, ma la “decisione sarà condivisa” tra l’ente proprietario della chiesa, il Fondo edifici di culto, la Soprintendenza italiana e lo stesso Vicariato.
Sui propri canali social, l’architetto Cino Zucchi aveva denunciato nei giorni scorsi l’accaduto, pubblicando la foto dell’angelo che, in effetti, ha il volto della premier Giorgia Meloni.
Il caso di San Lorenzo in Lucina è emerso lo scorso weekend. In una nota diffusa sabato 31 gennaio, il Vicariato di Roma attaccava frontalmente monsignor Micheletti: “Il cardinale vicario di Sua Santità, Baldo Reina, prende le distanze dalle dichiarazioni di monsignor Micheletti ed esprime la propria amarezza per quanto accaduto. Avvieranno nell’immediato i necessari approfondimenti per verificare le eventuali responsabilità dei soggetti in causa. Nel rinnovare l’impegno della Diocesi di Roma per la custodia del patrimonio artistico e spirituale, si ribadisce con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera personale e comunitaria”. Micheletti aveva infatti aveva messo in dubbio, non senza ironia, che il volto nel dipinto fosse quello della premier Meloni.
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