Emma Bonino sembra reagire nel migliore dei modi alla somministrazione dell’ossigeno i sanitari che la hanno in cura all’ospedale Santo Spirito di Roma parlano di un quadro «stazionario, ma ancora molto delicato». Nel reparto di terapia intensiva «stanno continuando a svolgere gli accertamenti del caso e a verificare la reazione alle terapie. Nella tarda mattinata di oggi si terrà un consulto con il suo medico curante, Dott. Santini, per valutare come proseguire le cure», recita un comunicato di +Europa.

Il suo ricovero spinge l’arcipelago radicale, tanto vasto quanto frammentato (e diciamo la verità: litigioso) a ritrovarsi. A tornare a parlarsi, nelle chat, al telefono. Partito Radicale, Radicali Italiani, Più Europa, Europa Radicale, le associazioni Nessuno Tocchi Caino di Rita Bernardini e Luca Coscioni di Marco Cappato, l’emittente storica, Radio Radicale, i gruppi cittadini più attivi – quelli di Napoli, Milano, Torino – si sono tornati a sentire, a riallacciare nell’angoscia per un quadro clinico diventato critico. Emma Bonino, 78 anni e una tempra da combattente indomita, ha condotto le grandi battaglie per i diritti civili in Italia e per i diritti umani nel mondo.

«È stata una delle protagoniste indiscusse di una stagione irripetibile di lotte e di riforme», dice al Riformista Marco Taradash, oggi in Europa Radicale. «Emma è stata la prima donna italiana ad essersi affermata a livello internazionale. La sua esperienza come Commissaria europea rimane memorabile per il coraggio che l’ha sempre distinta». Una figura unica? «Unica e irripetibile, purtroppo. Come la nostra storia».

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Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.