Il Decreto Energia del governo Meloni è realtà ma, pur introducendo alcuni correttivi, non rappresenta ancora una riforma strutturale del sistema. A sostenerlo è il Partito Liberaldemocratico attraverso Giuseppe Gravela, componente della segreteria nazionale con delega ad Ambiente ed Energia, che evidenzia come l’energia continui a pesare su famiglie e imprese: prezzi elevati, mercato elettrico ancora legato al gas e una transizione ancorata a obiettivi europei in un contesto geopolitico profondamente cambiato. In questo quadro si inserisce “Liberare Energia”, position paper elaborato dal partito che propone una revisione organica e competitiva del sistema energetico.

Gravela, il vostro documento arriva mentre il governo ha appena varato il Decreto Energia. Come lo giudica?
«Il decreto contiene alcune misure condivisibili, soprattutto sul rafforzamento dei contratti a lungo termine per le rinnovabili e punta a liberare spazio sulle reti per chi investe davvero e con maggiore trasparenza, purché le regole restino stabili e prevedibili nel tempo. Tuttavia resta un provvedimento emergenziale, tra bonus, redistribuzione degli oneri e aumento dell’IRAP settoriale. Manca ancora una riforma strutturale del mercato elettrico, servono strumenti che riflettano i reali costi di produzione e garantiscano maggiore terzietà regolatoria. Liberare Energia nasce proprio per superare i correttivi temporanei e costruire una strategia industriale coerente».

Qual è, invece, il ruolo delle rinnovabili nel vostro modello energetico?
«Le rinnovabili sono fondamentali per ridurre le emissioni, ma sole e vento non sono sempre disponibili. Quando aumentano eolico e fotovoltaico, l’energia non coincide sempre con la domanda: servono quindi sistemi di accumulo, impianti di riserva e reti più robuste, con costi aggiuntivi. Nel lungo periodo conta solo il costo di produzione, ma anche quello di integrazione sicura e continua nel sistema. Un mix che includa anche il nucleare, fonte costante e programmabile, può ridurre il bisogno di riserve e accumuli e contribuire a stabilizzare i prezzi».

Quali sono, a suo avviso, gli interventi strutturali che oggi mancano nel Decreto Energia per incidere davvero su prezzi e mercato?
«Un vero Decreto Energia deve riformare il mercato elettrico, non limitarsi a compensazioni. Servono contratti strutturali di lungo termine e una revisione dei prezzi per ridurre la dipendenza dal gas. È necessaria una strategia chiara sul mix energetico, con pianificazione stabile, autorizzazioni rapide, gare per l’idroelettrico e sviluppo di reti e accumuli sotto vigilanza rigorosa. Solo così si abbassano le bollette e si rafforza la competitività».

In sintesi, qual è la priorità assoluta per il Paese sul fronte energetico?
«La priorità assoluta è ridurre strutturalmente il costo dell’energia rendendo il sistema competitivo, stabile e credibile. Senza energia affidabile e a prezzi sostenibili non c’è industria forte, non c’è crescita economica e non c’è transizione ecologica duratura. L’energia è prima di tutto una questione di politica industriale e autonomia strategica».

Giulio Tortorelli

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