Politica
Democracy under pressure. Difendere l’Europa per non arrenderci agli autocrati
Giovedì pomeriggio, all’Europa Experience David Sassoli, emblematica sede del Parlamento Europeo a Roma, la Gioventù Federalista Europea (JEF) ha organizzato un brillante incontro, dal titolo “Guerra ibrida e difesa dello stato di diritto in Europa”, in collaborazione con L’Europeista.
L’evento ha visto la presenza trasversale di esponenti del cosiddetto “cordone sanitario europeista”: dall’Europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo alla collega di Europa Verde Benedetta Scuderi, insieme agli onorevoli Riccardo Magi, Marco Lombardo, Filippo Sensi e, per Noi Moderati, Maria Chiara Fazio.
“Parliamo per chi non può parlare”; così Deborah Striani (JEF) nel presentare la campagna federalista “Democracy under pressure”, che quest’anno raggiunge il traguardo dei vent’anni. Dal 2022, accompagnata dal mantra “Democracy under attack”, dopo l’attacco russo all’Ucraina.
Proprio il quotidiano attacco al nostro sistema di valori democratico ha fatto da collante all’intera discussione, moderata sapientemente da Fausto Desiderio della GFE.
Quest’anno, la campagna federalista si concentra sul contrasto europeo alla guerra ibrida; quel complesso di attacchi non convenzionali sferrati ogni giorno dalle autocrazie a noi nemiche per destabilizzare il nostro tessuto sociale.
Dobbiamo difenderci perché l’obiettivo siamo noi, e non un “noi” generico, ma i valori dello stato di diritto grazie ai quali siamo cresciuti liberi; incarnati nel processo di integrazione europea, oggi sotto pressione da strategie che combinano disinformazione, pressione economica e manipolazione cognitiva.
Attualmente gli apparati europei affrontano questo conflitto asimmetrico con gli strumenti di un giurista anziché di uno stratega. “Se l’UE vuole diventare una forza geopolitica deve capire che il diritto senza la forza si chiama impotenza. Questo è il tempo di governare, non di regolamentare”, ha osservato Marco Lombardo, indicando con chiarezza il limite strutturale dell’attuale postura europea.
Lo spazio informativo è ormai il nuovo terreno di scontro contemporaneo, la competizione si è disideologizzata, spostandosi dai campi di battaglia novecenteschi alle nostre tasche, divenendo enormemente più difficile da contrastare.
“La disinformazione è un arma, e come tale va riconosciuta e contrastata con strumenti adeguati”, ricorda il Senatore Filippo Sensi. Competiamo con regimi che finanziano con soldi pubblici interi apparati di disinformatia, penetrando negli spazi del nostro sistema libero mentre reprimono capillarmente il dissenso interno.
E’ una lotta impari e, citando Sensi “noi stiamo qui a farci scrupoli sui padiglioni della biennale, sul casco con i morti ucraini, sugli inni bielorussi e russi alle Paralimpiadi”. Mentre noi problematizziamo, le autocrazie incassano: ogni nostra remora equivale ad un invisibile strike riuscito.
Come vincere dunque la guerra del XXI secolo? Costruendo un’ Europa abbastanza sicura di sé da difendersi senza rinnegare sè stessa. Orgoglio e federalismo.
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