All’eastwest Coffee del 26 febbraio che ha avuto luogo nella sede di Roma, ed è stato presieduto da Giuseppe Scognamiglio, l’ex Ministro degli Esteri Luigi Di Maio – Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per la Regione del Golfo – ha illustrato l’evoluzione delle relazioni tra Unione Europea e Paesi del GCC, alla luce degli accordi di partenariato strategico che puntano su energia, grandi eventi, infrastrutture, idrogeno, IA e “città del futuro”.
Nel corso dell’incontro, focalizzato sui programmi “Vision” dei Paesi del Golfo, è stato evidenziato il progressivo superamento del modello esclusivamente petrolifero a favore della costruzione di filiere industriali e tecnologiche diversificate, con un’integrazione strutturale verso il mercato europeo. Di Maio ha inoltre richiamato l’avanzamento dei negoziati con gli Emirati Arabi Uniti e l’avvio di un nuovo accordo strategico con l’Arabia Saudita.
Luigi Di Maio, sul tema, ha dichiarato: “Con l’Unione Europea stiamo per avviare un negoziato importante per uno strategic partnership agreement che prevede non solo una parte “trade”.
I Paesi del Golfo puntano infatti a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, e per rendere più efficace la cooperazione, è stata evidenziata la necessità di maggiore armonizzazione delle gare pubbliche, fluidità doganale e prevedibilità tariffaria. Tra le criticità, la rigidità del sistema bancario saudita e la crescente competizione cinese, spesso basata su progetti infrastrutturali finanziati in cambio di relazioni contrattuali di lungo periodo.
Il valore aggiunto per l’Italia è la possibilità di esportare non solo prodotti ma anche competenze manageriali, tecniche e progettuali per costruire ecosistemi produttivi integrati. La chiave del successo resta tuttavia la presenza istituzionale e la sinergia tra imprese e diplomazia economica, ambito in cui l’Italia mantiene un ruolo riconosciuto.
In conclusione, come affermato anche da Di Maio, il Golfo è ormai uno scenario globale di trasformazione strategica, e per l’Italia rappresenta un’opportunità concreta che richiede continuità diplomatica e visione geopolitica di lungo periodo.
