USA
File Epstein, Trump chiede di pubblicarli. Cosa si nasconde dietro il cambio di strategia
Il Presidente Trump ci ha spesso abituati a repentini cambi di opinione e di policy, e anche oggi non si è smentito. Nella nottata tra domenica e lunedì, infatti, il Tycoon ha fatto marcia indietro rispetto alla sua precedente posizione rispetto alla mozione per il rilascio degli Epstein Files. Da febbraio l’amministrazione Trump, dopo essersi dichiarata a favore della pubblicazione dei documenti in campagna elettorale, aveva bloccato il rilascio, portando anche dentro il movimento Maga il sospetto che il Presidente stesso possa essere coinvolto. Nelle ultime ore, invece, Donald Trump ha chiesto ai repubblicani di votare per il rilascio dei documenti, al fine di chiudere il dibattito intorno a questa “bufala democratica”.
La scelta di Trump sembra non avere senso logico, dato che arriva appena dopo giorni passati a criticare i due principali deputati repubblicani che si sono uniti all’intero gruppo democratico alla House per firmare la petizione che chiede di mettere ai voti il rilascio, ovvero Thomas Massie del Kentucky e Marjorie Taylor Greene della Georgia, promettendo di trovargli degli sfidanti alle prossime primarie. Secondo Massie, ospite della ABC nelle ultime ore, il totale dei repubblicani che potrebbe votare a favore del rilascio dei Files potrebbe addirittura raggiungere la tripla cifra, in quello che sarebbe un clamoroso colpo di scena, che porterebbe il voto a superare il limite minimo necessario per evitare il veto presidenziale, oltre che mandare un importante segnale al pubblico americano. Questo punto è fondamentale per capire il cambio di passo del Presidente nelle ultime ore.
Da quando si è insediato a gennaio, infatti, Donald Trump è riuscito a mantenere un controllo ferreo sulla House of Representatives, e proprio il rischio che anche la House si dimostri potenzialmente insubordinata rispetto alle richieste e alle volontà del Presidente potrebbero aver spinto Donald Trump verso questa giravolta, ritenendo inevitabile il passaggio della mozione alla House È chiaro, comunque, che non ci sia la voglia di fare chiarezza sulla questione: il Presidente, infatti, avrebbe chiesto alla Attorney General Pam Bondi di iniziare un’indagine federale sui rapporti di Epstein con soggetti come Bill Clinton e l’ex segretario al Tesoro Larry Summers. Questa scelta possa essere funzionale a limitare la pubblicazione dei documenti, dato che il DOJ, solitamente, raramente fornisce le prove relative ad un processo in corso.
Oltre al Dipartimento di Giustizia, è possibile che Trump ritenga molto probabile che al Senato non si troveranno i voti necessari per chiudere l’iter legislativo. Oltre ai 47 democratici, per approvare il rilascio definitivamente servirebbero infatti 13 repubblicani, e ad oggi non si ha notizia di defezioni di massa, anche se il voto alla House di oggi potrebbe essere un punto di svolta che potrebbe spingere anche i senatori del GOP a votare sì, facendo una scelta “country over party” e portando finalmente chiarezza rispetto alla vicenda Epstein.
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