Furto al Louvre, il museo chiede aiuto ad un’azienda israeliana. Il boicottaggio universale sospeso

A basket lift used by thieves is seen at the Louvre museum Sunday Oct.19, 2025 in Paris. (AP Photo/Alexander Turnbull) Associated Press/LaPresse

Parigi si è svegliata nel panico, come dopo un colpo di stato. Solo che questa volta a cadere non è stato un governo, ma il Louvre. In cinque minuti netti, dei ladri hanno portato via corone, collane e spille appartenute alle imperatrici e alle regine di Francia, pezzi unici del XIX secolo, valutati in decine di milioni di euro e inestimabili per la loro storia. Il “furto del decennio”, lo chiamano in Francia, e non a torto.

Il Louvre chiede aiuto ad un’azienda israeliana

Il museo più famoso del mondo ha chiesto aiuto a un’azienda israeliana di business intelligence, la CGI Group, fondata dall’ex capo dello Shin Bet Yaakov Perry e da Zvika Naveh. Loro, gli israeliani che tante anime pie in Europa giurano di voler boicottare, sono quelli che ora devono salvare il patrimonio nazionale francese. Quando spariscono le corone di Maria Amalia e dell’imperatrice Eugenia e serve chi sappia rintracciare un network criminale con competenze di cyberintelligence, allora il boicottaggio universale si sospende. Secondo fonti francesi la squadra israeliana avrebbe già isolato tracce digitali cruciali con lo stesso metodo che, nel 2019, aveva permesso alla CGI Group di risolvere il caso del furto da un miliardo di dollari al Grünes Gewölbe di Dresda. Una precisione da laboratorio che ha trasformato Israele in un centro mondiale di indagini hi-tech, dall’antiterrorismo alla protezione dei beni culturali.

Il boicottaggio universale sospeso

Il ministro della Giustizia Darmanin parla di “fallimento della sicurezza nazionale”. Il presidente Macron promette “i ladri saranno catturati e i gioielli restituiti”. Ma nessuno, a Parigi, sembra turbato dal fatto che a cacciare i ladri sia proprio quella Israele che, nelle stesse settimane, università e sindacati chiedono di escludere da ogni collaborazione accademica. È questa la lezione che nessuno vuole imparare: il boicottaggio morale è un lusso da tempi comodi. Quando arriva il disastro, si torna a bussare alla porta degli odiati. E Israele risponde con competenza, senza proclami, senza ritorsioni. La storia non ha bisogno di editoriali: è il Louvre che chiama Tel Aviv per ritrovare le proprie corone.