Politica
Galeazzo Bignami furioso per il “complotto contro Meloni”. La tirata d’orecchie del Quirinale: “Stupore per le sue dichiarazioni”
Un capogruppo meloniano furente dopo aver letto un articolo di giornale e un comunicato del Quirinale che rimette le cose al loro posto. Il botta e risposta tra Galeazzo Bignami e il Colle dura il tempo di una pausa pranzo, dopo che stamattina “La Verità” aveva parlato di un presunto “piano del Quirinale” per frenare il progetto della destra di proporre Giorgia Meloni prossimo Presidente della Repubblica.
Galeazzo Bignami furioso per il “complotto contro Meloni”
Il quotidiano di Belpietro citava infatti una fonte “più che autorevole” raccontando di avere ricevuto conferme di un’operazione studiata dai consiglieri di Mattarella per far cadere anzitempo la legislatura e proporre una grande alleanza di centro in grado di togliere voti alla destra. Un piano che sarebbe partito proprio dalla promozione del “No” al referendum sulla giustizia. Nell’articolo viene anche citato un virgolettato di un consigliere del capo dello Stato, Francesco Saverio Garofani, in cui si auspica un cambio di governo: “Un anno e mezzo forse non basta per trovare qualcuno che batta il centrodestra: ci vorrebbe un provvidenziale scossone”. La supposizione ha mandato su tutte le furie il deputato di Fratelli d’Italia che ha ‘sperato’ in una smentita diretta della Presidenza della Repubblica: “Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza”.
La tirata d’orecchie del Quirinale: “Stupore per le sue dichiarazioni”
Risposta che per altri versi è arrivata proprio dal Colle, che ancor prima di occuparsi del contenuto dell’articolo de “La Verità” ha manifestato sconcerto per la richiesta del capogruppo: “Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica, costruito sconfinando nel ridicolo”. Un duro colpo incassato che ha costretto Bignami a precisare: “Nessuno ha chiesto una smentita del Quirinale”, aggiungendo che “La richiesta era formulata a Garofani”.
L’ipotesi di Giorgia Meloni Presidente della Repubblica già nel 2029
Quella di Giorgia Meloni al Colle resta una ipotesi di lavoro tutt’altro che fantascientifica in un momento in cui la destra – che fino a qualche anno fa riponeva ancora le speranze in un già malato Berlusconi – è ancora senza nomi di alto profilo da sponsorizzare. La Costituzione richiede i cinquant’anni, che la premier compirà nel gennaio del 2027, e il secondo mandato del Presidente Mattarella finirà a gennaio 2029. In una eventuale votazione serviranno 2/3 nei primi tre scrutini e la maggioranza assoluta nei successivi. In questo momento il governo può contare sul 58% dei grandi elettori parlamentari. Due anni prima però, saranno ancora una volta le urne a parlare, con le elezioni politiche fissate al 2027, che potrebbero addirittura migliorare il numero di seggiolini della destra in Parlamento. Giorgia Meloni sarebbe la prima donna, la più giovane di tutti (52 anni contro i 56 di Cossiga).
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