L’aggressione subita da Emanuele Fiano all’Università Ca’ Foscari di Venezia non è una eccezione, ma una regola sulla quale quasi tutti preferiscono sorvolare. Si tratta di un episodio di antisemitismo perché Fiano è ebreo e figlio di un personaggio storico dell’ebraismo italiano, di un sopravvissuto ai campi di sterminino nazista che fino alla sua morte ha reso testimonianza di tutto ciò nelle scuole e nelle università, ma ha a sua volta militato nel PDS e nel PD, è uno degli esponenti di Sinistra per Israele e ha sempre contestato la linea del governo Netanyahu.

Il violento attacco avvenuto è antisemitismo allo stato puro. Ci troviamo di fronte ad un esercizio sistematico della violenza liberticida nelle università e nelle scuole che può essere definito solo in un modo, vista la sistematicità con cui si esprime, squadrismo. Questo squadrismo è espresso a opera delle associazioni palestinesi e dei relativi gruppi pro-Hamas che rendono impossibile la presentazione di un libro o l’organizzazione di qualsivoglia convegno da parte di gruppi o di singoli se considerati non in linea, con un oltranzismo che si identifica con le posizioni dei terroristi. Vittime di questo squadrismo sono stati non solo ebrei, ma anche personalità di vario orientamento politico: da Maurizio Molinari a Capezzone, dalle ministre Bernini e Roccella a David Parenzo.

A dare il la a questa operazione è stata, molto prima del 7 ottobre, l’Anpi guidata da Gianfranco Pagliarulo. Pur non trattandosi più, per ragioni anagrafiche, di una associazione di partigiani combattenti, l’Anpi continua a operare una incredibile forzatura storica. Ben prima del 7 ottobre e per molto tempo, infatti, ha invitato alle manifestazioni del 25 aprile associazioni palestinesi che non hanno alcun titolo per essere presenti visto che i loro avi hanno combattuto nelle fila dell’esercito nazista e visto che il gran Mufti di Gerusalemme – amico personale del gerarca nazista Goebbels – passò in rivista i reparti palestinesi combattenti.

Così in Italia durante i festeggiamenti del 25 aprile ci troviamo di fronte a questo incredibile paradosso, e cioè che i superstiti delle brigate ebraiche, insieme ai cittadini italiani ebrei, vengono contestati. Per cui per evitare incidenti le questure stabiliscono una rotazione oraria allo scopo di garantirne l’incolumità. Secondo la stessa logica rettori e presidi annullano normali dibattiti o presentazioni di libri di fronte alla minaccia esercitata dalla violenza dei gruppi squadristi. Tutto ciò si sta risolvendo in una inaccettabile violazione della libertà di opinione.
È indispensabile che il governo prenda di petto la questione coinvolgendo l’opposizione, dal momento che a cadere vittime di questo squadrismo sono anche esponenti del PD come è appunto avvenuto nel caso Fiano, che però non va derubricato a semplice “episodio” anzi, è emblematico di una situazione intollerabile che sta minando la democrazia di questo Paese, anche se, va detto, in termini del tutto diversi da quelli usati dall’onorevole Schlein in una riunione dei Socialisti Europei.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA SEGUENTE RETTIFICA

Con riferimento all’articolo “Il caso Emanuele Fiano e il nuovo squadrismo antiebraico” pubblicato in data 29 ottobre 2025 respingiamo al mittente il tentativo di bollare come “antisemita” la contestazione all’on Fiano, accusa che non può essere rivolta a chi come noi comunisti, fa della lotta all’antisemitismo e al rifiuto di ogni discriminazione razziale una base costitutiva del proprio credo e agire politico. Non corrisponde al vero ed anzi è apertamente falso che l’on. Fiano sia stato contestato in quanto “ebreo”; la contestazione ha riguardato la posizione dei relatori sulla questione palestinese e non certo la loro origine “razziale” “etnica” o il loro credo religioso. Il diritto alla libertà di espressione contempla anche il diritto alla contestazione di esponenti politici incluso l’On. Fiano che non gode di immunità per le sue origini, né per la sua storia familiare, storia che rispettiamo profondamente al pari di quella di ogni vittima del nazifascismo. Proprio ciò, la nostra identità e la nostra storia ci spinge oggi a non girare la sguardo e a denunciare in ogni sede il genocidio del popolo palestinese in corso. Chi parla di “Sinistra per Israele” mentre Israele commette crimini di genocidio, viola il diritto internazionale, occupa i territori palestinesi e impone “apartheid” dovrebbe quantomeno accettare di poter essere contestato. FGC