Gli sviluppi
Il destino della guerra in Ucraina si gioca nella città di Pokrovsk: Putin avanza nel Donbass e minaccia test nucleari, Trump ‘distratto’
Donald Trump osserva furioso il risultato elettorale a New York. La sua pace a Gaza resiste e non vuole che vengano commessi errori. La questione dazi con la Cina lo ha impegnato per settimane. A Washington si continua a studiare un piano per il Venezuela. E in questa “distrazione” di Washington, la Russia avanza in Ucraina. E Putin non ha alcun interesse a scendere a compromessi. Almeno per il momento.
Il viceministro degli Esteri russo Sergej Ryabkov ha detto che “qualsiasi vertice richiede una preparazione approfondita e un’attenta valutazione di tutti gli aspetti”. E secondo Ryabkov, in questo momento non vi sono le condizioni per un incontro tra il presidente russo e quello statunitense, che erano attesi da un faccia a faccia a Budapest. Inoltre, Putin sembra avere molto a cuore le dichiarazioni di Trump riguardo i test nucleari. Incontrando i membri del Consiglio di sicurezza russo, Putin ha detto che “la Russia ha avvertito che ci saranno ritorsioni se i firmatari del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari decidono di effettuare test atomici”. E in risposta alle parole di The Donald sui test, il presidente russo ha annunciato di avere “incaricato i ministeri di Esteri e Difesa, i servizi speciali e le agenzie civili competenti” di presentare proposte sulla possibilità di preparare questo tipo di esercitazioni. Mentre il ministro della Difesa, Andrei Belousov, ha detto al presidente di “considerare opportuno iniziare immediatamente i preparativi per test nucleari su larga scala”. Cosa che potrebbe avvenire nell’Artico, nell’area di Novaya Zemlya.
Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha chiarito che il presidente russo “non ha dato l’ordine di iniziare i preparativi”, ma “ha ordinato uno studio sulla fattibilità dei test nucleari” e di “valutare l’opportunità di iniziare i preparativi per tali test”. Ma dopo le prove del drone sottomarino Poseidon e del missile Burevestnik e le minacce di Trump, il Cremlino sembra ormai ipotizzare anche lo scenario del test atomico (l’ultimo risale al 1990 poco prima del crollo dell’Unione Sovietica). La tensione, dunque, resta alta. Trump non ha mai chiarito se avesse voluto parlare di manovre con detonazioni nucleari o semplici lanci di vettori, come ha fatto appunto Mosca fino a questo momento. Ma il terremoto diplomatico ha già iniziato a scuotere i delicati equilibri globali. E lo fa mentre la Russia è impegnata in quella che per Putin è la partita esistenziale per eccellenza: la guerra in Ucraina.
Il destino dell’Ucraina e di questa fase del conflitto sembra giocarsi tutto nella città di Pokrovsk, snodo logistico e ferroviario cruciale di tutto il Donetsk. Il gruppo DeepState, un’organizzazione vicina all’esercito di Kyiv e che segue la linea del fronte dando mappe il più possibile precise delle avanzate, ha chiarito che l’esercito russo “continua ad ammassare forze in città”. E Pokrovsk viene descritta come una “città gradualmente assorbita, con le forze russe che hanno già preso il controllo di alcune aree, stabilito posizioni, creato siti di stoccaggio e mantenuto libere le vie di rifornimento logistiche in vista di ulteriori infiltrazioni”. Da Kyiv è arrivata una nuova smentita. La situazione è estremamente complessa, e lo aveva detto di recente anche il presidente Volodymyr Zelensky.
Ma lo Stato maggiore ha assicurato che “non c’è alcun accerchiamento delle nostre unità e dei nostri reparti” e ha aggiunto che “si stanno prendendo contromisure attive contro i tentativi dei gruppi di fanteria nemici di mettere piede in città”. Nel frattempo, continua la pioggia di droni e missili sul resto del Paese. Ieri, a Sumy sono stati registrati un morto e quattro feriti a seguito di un bombardamento. L’Ucraina nella notte ha lanciato attacchi contro due infrastrutture energetiche in Russia. E sempre sui droni, ma in Europa, continua a destare allarme l’avvistamento dei droni vicino agli aeroporti del continente. Ieri, l’aeroporto di Bruxelles è stato costretto a cancellare circa 80 voli per la presenza di velivoli senza pilota nella zona. E il premier Bart De Wever ha convocato per oggi una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale.
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