“Dobbiamo discutere dell’acquisizione della Groenlandia ma non voglio usure la forza anche se noi abbiamo salvato quell’isola dandola alla Danimarca che oggi è ingrata”. Arrivato a Davos in ritardo a causa di un guasto tecnico all’Air Force One, Donald Trump parla per ben 72 minuti al World Economic Forum in corso in Svizzera e da una parte bacchetta l’Europa, dall’altra prova a utilizzare parole rassicuranti sulla Groenlandia e sulla Nato anche se ribadisce l’intenzione di voler annettere l’isola danese.

“Voglio Europa forte non irriconoscibile come ultimi 10 anni”

Sull‘Unione Europea e il recente attacco del presidente francese Emmanuel Macron, il numero uno della Casa Bianca usa prima il bastone, poi la carota: “La amo, ma alcuni vanno nella direzione sbagliata”. Le critiche di Trump sono soprattutto sull’immigrazione “di massa non controllata. Abbiamo migliorato il tenore di vita dei cittadini americani come mai prima e anche voi potreste fare molto meglio seguendo quello che abbiamo fatto noi, perché alcune aree dell’Europa non sono più riconoscibili. Non ci piove”. “Noi siamo il motore economico del pianeta e se c’è un boom economico degli Stati Uniti questo boom si estende al resto del mondo”, ha aggiunto.

Trump ha affermato di volere un “occidente forte e unito” e di conseguenza “un’Europa forte”. Un continente che “amo ma deve uscire dalla cultura in cui si è infilata negli ultimi dieci anni, si stanno distruggendo da soli“, ha affermato il presidente Usa, “vogliamo alleati forti, vogliamo che l’Europa sia forte”.

Negoziati sulla Groenlandia

Sulla Groenlandia ribadisce il “grande rispetto per i groenlandesi e per i danesi ma ogni Paese Nato ha l’obbligo di difendere sé stesso. E ora solo gli Usa possono difenderla” anche perché “noi abbiamo bisogno della Groenlandia per le terre rare, ne abbiamo bisogno per sicurezza strategica nazionale. Avremmo dovuto tenerla dopo la Seconda guerra mondiale, ma avevamo un altro presidente. La Danimarca ha speso solo 1% del denaro che aveva detto avrebbe speso per la Groenlandia ma non l’ha fatto. Per questo stiamo cercando un’acquisizione di quel grande pezzo di ghiaccio. Se gli europei diranno sì, lo apprezzeremo molto. Se gli europei diranno no, ce lo ricorderemo. Ma – precisa –  questa non sarebbe una minaccia alla Nato, che anzi aumenterebbe molto la sua sicurezza. Noi abbiamo dato tanto alla Nato, finanziandola quasi al 100%, e abbiamo avuto così poco credito in ricompensa. Solo gli Usa possono difendere questo pezzo di terra, è un bene anche per l‘Europa. Per questo motivo sto cercando di avviare negoziati immediati per discutere nuovamente l’acquisizione della Groenlandia”. Da qui le accuse di ingratitudine alla Danimarca: “Gli abbiamo restituito la Groenlandia dopo la guerra, e loro sono statti irrispettosi”.

Capitolo Venezuela

Trump sottolinea che dopo il blitz americano che ha portato all’arresto del presidente Maduro, “tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela” dove “abbiamo preso 50 milioni di barile” che “divideremo con loro”. Il Venezuela “era un grande Paese 20 anni fa, da ora in poi andrà in modo fantastico. Il Venezuela farà più soldi nei prossimi 6 mesi di quanti ne ha fatto negli ultimi 20 anni”.

Guerra in Ucraina

Ribadisce che con lui presidente la guerra in Ucraina non sarebbe avvenuta, per poi ‘scaricare’ di fatto l’onere delle trattative su Europa e Nato: “Gli europei devono lavorare sull’Ucraina, noi siamo molto lontani, abbiamo questo oceano meraviglioso, enorme che ci separa, non abbiamo niente a che fare con loro e la Nato ancora va avanti a chiedere il 2% del PIL per la difesa, ma molti dei paesi non pagano proprio niente”. Oggi, tuttavia, potrebbe incontrare il presidente ucraino Zelensky in arrivo a Davos in queste ore.

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