Il Pd e lo spot sul curling per il “no” al Referendum strumentalizzando gli atleti: gli epic fail partoriti dai comunicatori che bivaccano al Nazzareno sono davvero troppi

Italy's Stefania Constantini and Amos Mosaner competes against Britain during the bronze medal mixed doubles curling match, at the 2026 Winter Olympics, in Cortina D'Ampezzo, Italy, Tuesday, Feb. 10, 2026. (AP Photo/Fatima Shbair) Associatesd Press / LaPresse Only italy and spain

Prima di scrivere queste poche righe di commento all’ennesima cavolata partorita dalla social room del Partito Democratico, con la pubblicazione del reel in cui gli atleti azzurri del curling Constantini e Mosaner diventano testimonial inconsapevoli e involontari del No al referendum, ho lasciato il notebook nelle mani del mio parroco chiedendogli una aspersione della tastiera.

Un tempo la comunicazione era materia di riflessioni serie, i valori e le battaglie ideali che bisognava combattere. Oggi, invece, per diverse ragioni, che non sono tutte legate alla mutazione genetica degli ambienti mediatici e dei pubblici da raggiungere, ma che probabilmente dipendendo anche dal valore, marginale e residuale, che l’attuale segreteria attribuisce alla comunicazione, la costruzione del messaggio è sempre più spesso lasciata al caso – avrei preferito qui utilizzare la doppia zeta tra la prima consonante e l’ultima vocale – all’improvvisazione del momento, ai professionisti del “proviamo e vediamo, tanto che fa!”.

Fa che oggi il post che sei costretto a cancellare, che ti dicono di rimuovere dal feed e che ha ottenuto già una sua rilevante audience, zavorra la reputazione e la credibilità del leader, incide negativamente sulla percezione che gli utenti conservano nei confronti del mittente – il PD – di quel messaggio.

Gli esempi di epic fail partoriti dai comunicatori che bivaccano al Nazzareno sono davvero troppi, tanto da aver superato da un po’ la soglia fisiologica dell’errore occasionale e di indurci a pensare che non hanno compreso che la comunicazione è già politica e che solo una buona comunicazione diventa agli occhi dei militanti e degli elettori buona politica. Se così non fosse, allora vale la pena tirar fuori dal link dei preferiti quello con le citazioni di Ennio Flaiano che ci ricordava che “il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso”.