“Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendete il controllo delle vostre istituzioni”. Sono i ‘consigli’ di Donald Trump ai manifestanti che da settimane si sono riversate nelle strade delle città iraniane per protestare contro la dittatura della Repubblica islamica. Proteste degenerate nel sangue con l’uccisione, stimata, di migliaia di cittadini, molti dei quali giustiziati a bruciapelo con un colpo d’arma da fuoco al volto. Il presidente americano suggerisce poi di annotare “i nomi degli assassini e dei responsabili delle violenze. Pagheranno un prezzo altissimo”. Infine ha ribadito quanto detto già nello scorso weekend: “L’aiuto sta arrivando”, minacciando un intervento militare statunitense e annunciando la cancellazione di “tutti gli incontri con gli iraniani” che nei giorni scorsi avevano aperto, non si se in modo concreto, a un dialogo con l’amministrazione americana. Poi la chiusura con l’acronimo “MIGA“, Make Iran Great Again.
Proteste in Iran, bagno di sangue: “12mila vittime”
Intanto sarebbero almeno 1.850 i manifestanti uccisi in Iran dalle forze di sicurezza durante le proteste in corso da fine dicembre scorso. È quanto riferito da “Hrana”, agenzia legata all’organizzazione per i diritti umani Human Rights Activists in Iran, con sede negli Stati Uniti, secondo cui ci sono almeno nove minori di 18 anni tra le vittime. A queste si aggiungono 135 funzionari del governo e nove civili. Numeri, tuttavia, fortemente sottostimati. Si temono infatti migliaia di vittime, tra le 5 e le 10mila. In precedenza, “Iran International” – emittente d’opposizione iraniana con sede a Londra – ha fornito un’analisi indipendente secondo cui i morti sarebbero almeno 12mila.
Cremlino replica a Trump: “Minaccia contro Iran inaccettabili”
Le parole di Trump hanno scatenato la reazione del Cremlino, con la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha affermato come “le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l’Iran sono categoricamente inaccettabili”. La Russia, aggiunge Zakharova, citata dalla Tass, respinge categoricamente i tentativi sfacciati di “ricattare i partner stranieri dell’Iran aumentando i dazi commerciali”.
Tajani convoca ambasciatore iraniano
“Ho fatto convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore dell’Iran, che sarà alla Farnesina alle 17.30” ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Camera, a distanza di 24 ore dalla convocazione dell’ambasciatore italiano a Teheran da parte del regime dittatoriale per “informarlo” sulle azioni violente da parte dei manifestanti, definite veri e propri “atti di sabotaggio organizzato”, coordinati anche da “agenti del Mossad” israeliano. “Il valore della libertà è il presupposto per la nostra azione di governo. Quella libertà per cui da giorni uomini e donne iraniane si stanno battendo nelle strade e nelle piazze pagando un altissimo prezzo di sangue, sofferenza, carcerazioni e probabilmente di torture – ha spiegato Tajani -Tutto questo è assolutamente inaccettabile. Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a non far venire meno il dialogo, sempre importante anche con regime lontani da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con violenza i suoi stessi cittadini”. Discorso analogo anche a Londra e Berlino dove gli ambasciatori iraniani locali sono stati convocati per una protesta contro la repressione in corso.
Dal canto suo, la Repubblica islamica ha giustificato “il blocco di internet e delle comunicazioni telefoniche in Iran” in quanto “necessario per le attuali specifiche condizioni di sicurezza e va oltre il controllo delle autorità. Ad affermarlo la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, in conferenza stampa. La dichiarazione arriva dopo cinque giorni di stop alle connessioni internet, mentre le forze di sicurezza intensificano il sequestro di dispositivi (come terminali e antenne) utili a raggiungere la connessione satellitare Starlink.
